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sabato 9 agosto 2014

elogio alla felicità


Non aspettare che il senso della vita ti venga incontro, muoversi prima nella sua direzione, una direzione che si può intuire, o per lo meno immaginare.
Miliardi, tantissimi miliardi, e ancora di più di lettere, quante sono chi lo sa? Trilioni e trilioni di parole moltiplicate per altri trilioni che popolano scrivanie, librerie, scaffali, chiavette, hard disk, cervelli e cervelloni. Galleggiare in questo mare di segni, in mezzo a sentimenti umani, e forse un po' divini.
Essere, sopravvivere, in mezzo a questo sistema di pensieri, sistema di onde, spesse volte riordinate secondo fini svilenti e sentirsi ancora vivo, ancora capace di seguire un principio di vita, non incasellarsi chiudendo la propria strada per dar il benvenuto alla fredda morte.
E' tempo di rivedere il desiderio di follia, non perché essa vada elogiata, ma perché il ragionamento imprevedibile diviene la scelta più sana in un degenere contesto.

mercoledì 16 luglio 2014

Internet è il grande fratello?


Lunghi giorni son passati da quando ho scritto l'ultima pagina in questo virtual spazio.
Ho preso una pausa per cercare di capire ciò che mi stava accadendo intorno, in che modo cambiava il mondo grazie ad Internet.
Mi sono perso in numerosi libri e articoli che mi hanno aiutato fino ad un certo punto, perché leggere su di un libro come si è creato Internet, è un po' come leggere il manuale di un auto, per imparare come funziona.
Io però volevo capire fondamentalmente se tutto ciò era positivo o negativo e se lo scopo fosse di controllo oppure no.
Tutto nell'ultimo secolo si è sviluppato in maniera così rapida da mettere in imbarazzo. L'uso dell'energia elettrica su larga scala, l'introduzione della Radio, l'avvento della Televisione, dei Computer, ed infine gli Smartphone.
Tutto era racchiuso in poche menti e celato da un misto di timore, paura e buonsenso. Tutto, dall'inizio del Novecento è mutato in sfida alla natura ed a volte al suo creatore, in nome del progresso e della scienza.
Ciò che ispirava gli uomini era il non rimanere indietro nei confronti di altri uomini per sicurezza, per orgoglio, per dovere di "perfezionare" gli uomini e la materia.
Lo scopo di Internet non è uno, sono molti. Partendo da ARPANET nella sicurezza in ambito militare, si passa poi allo scopo di creare una super-umanità in grado di comunicare con potenziali forme di vita extragalattiche, ad uno strumento per ampliare la cultura ed il commercio, fino ad arrivare ad una rete di coscienze condivise che connetta tutto il pianeta.
Ad oggi c'è chi pensa che il World Wide Web abolirà ogni tipo di privacy, ciò sta già succedendo in parte ora, coi governi e le agenzie di servizi segreti come l'NSA. Questa è una limitazione delle libertà. Tuttavia io credo che il Web possa paradossalmente rendere più libere le persone, se le informa su ciò che è vero e non pretende di controllare tutti.

giovedì 7 novembre 2013

visioni notturne

Voi che dall'alto dei vostri scrani giudicate, guardate l'uno in faccia all'altro con intesa e prendete decisioni senza mai guardarvi dentro o dentro l'altro. Se così prendete decisioni sappiate che la vostra causa è persa in partenza, perchè la logica senza sentimento è sterile ed i conoscitori dell'animo umano staranno sempre un passo avanti a voi. È davvero una lotta di spirito e di spiriti.

lunedì 4 novembre 2013

Colombo l'America ed i mostri

Oggi ho finito di leggere il Giornale di Colombo.
Facevo alcune considerazioni.
Colombo ha scoperto l'America. Per la storia mondiale. Ci sono numerosi retroscena che già da qualche anno appaiono sui giornali, e ancor prima qualche dubbio su questa faccenda io me lo ero posto, anche se poi è risaputo che da secoli si pongono interrogativi su questa vicenda; solo che nel decennio passato pare non fosse più tanto di moda porsi interrogativi.
Io credo per lo meno che quando uno studia questo fatto, vada spiegato bene che non era vero che le persone (anche solo con un minimo di cultura) credevano che la terra fosse piatta, e che c'erano delle mappe che facevano vedere delle terre ad ovest, e delle sfere tipo mappamondi  e che le sfere e diverse mappe sono sparite, come quella di Toscanelli che usava Colombo che era disegnata male, con l'India appunto al posto dell'America. Anche perchè dopotutto, Colombo non è chiaro nemmeno se fosse Italiano, di chi fosse figlio, ed il giornale di bordo è stato ricostruito solo in parte perchè l'originale è andato perso. Perchè secondo me non sono dettagli da poco. Non si capisce perchè Colombo  prima alterò il numero vero delle miglia per invogliare i marinai ad andare avanti ed al ritorno disse che lo fece perchè voleva nascondere la rotta ad altri, nemmeno si capisce perchè poi nel secondo giro, pare che volle far giurare a tutti che Cuba era una penisola: aveva paura di fare brutta figura se sbagliava? Gli si era fuso il cervello?
In merito ai mostri che Colombo pensava di incontrare, rifacendosi anche al testo di tal John de Mandeville che parlava di mostri sparsi per il mondo, tutti ora dicono che i mostri non esistevano, e che le Sirene da loro viste erano trichechi. Ma di ciò nessuno può essere davvero certo, perchè i mostri a tutt'oggi esistono, come quei pesci stranissimi negli abissi marini. Forse Colombo era stato preso in giro a sua volta da qualcuno che gli indicava i trichechi come sirene, ma non sarebbe impossibile che un ibrido uomo animale sia esistito anche in passato, in tempi non sospetti da contaminazioni OGM. Forse anche gli uomini con la coda non furono un invenzione di sana pianta, dopotutto noi ora ragioniamo con canoni molto standardizzati ma quelli che erano fenomeni da baraccone un secolo fa, ancora visibili in alcuni film, non esistono più ad oggi, mentre potevano esistere persone molto più strane 500 anni or sono, sopratutto in luoghi al di fuori della civiltà. Vi sono un sacco di testi che riportano creature sorprendenti in libri posteriori come quello di Ulisse Aldrovandi, -monstrum Historia.

martedì 22 ottobre 2013

Ad onor del vero



Penso che tra un pò smetterò di scrivere qua.
Davvero ho visto persone in grado di materializzare oggetti secondo il pensiero. Probabilmente mi era successo altre volte, soltanto che la mia parte razionale non lo accettava e non lo percepiva.
Davvero ho avuto qualche visione del futuro. Davvero ho visto altre persone in grado di creare illusioni che sono più di trucchi, sono davvero false percezioni.
Credo che le prime persone grazie ad una coscienza molto grande possano compiere quello che un tempo venivano chiamati miracoli, non so se vi è un aiuto tecnologico, mentre credo che le seconde persone siano davvero in grado di creare illusioni. Agiscono entrambi su frequenze molecolari diverse, credo che le seconde persone spesse volte si ingannano anche loro stessi, così passano spesso per ciarlatani ma in realtà tra i vari trucchi, davvero hanno compiuto cose sensazionali è che per fare quelle cose debbono mentire molto. Parlo di prime e seconde persone perchè così le ho suddivise mentalmente, ma può darsi esistano diverse sfumature intermedie.
Io tanti concetti davvero li ho capiti grazie alla Bibbia. Cercare la verità e l'amore aiuta. Perdonare davvero è divino.
Ora che si è maturata la consapevolezza che la civiltà contemporanea è piena di inganni e se è più evoluta per certi versi, lo è molto meno per altri , si rimetteranno in discussione tanti concetti. Io spero solo non sprofondi in disperazione, cattiveria, e dolore.

Morale di ciò, non è vero che il male non esiste, il male esiste ed è avvertibile e forse è in tutti gli uomini in misure diverse. A volte credo che sia inevitabile avvicinarsi, ma non farlo, per crescere.
Non bisogna mai avere paura, perchè il mondo è fantastico. Buona vita a tutti e cercate di pensare al creato e con la vostra testa e col cuore che è molto difficile!

P.S. Per quanto  riguarda il mio ruolo di scrittore "blogger" e tanti argomenti trattati al passato, mi sento simile al blog di Freenfo che trattava gli argomenti più scottanti e poi si mise a parlare di spiritualità e di coscienza, dapprima pensai che gli avessero fuso il cervello, ma forse è quella la direzione giusta per cambiare le cose; ora vedo che si è messo a riscrivere di  politica, gli auguro di portare la sua spiritualità tra la gente.

lunedì 7 ottobre 2013

tempo e volontà

Prendiamo una persona media nata in Occidente nel XX secolo.
Prendiamo che in un giorno scavi con il solo ausilio del badile una buca di un metro cubo. Se il terreno non è particolarmente duro, magari bagnando con un poco d'acqua del rubinetto in aiuto, in qualche ora è in grado di scavare un metro cubo di terra. Poniamo che ripeta il lavoro per tanti giorni, considerando che dapprima ci sarà un calo di prestazioni dovuto all'affaticamento iniziale e poi un recupero dovuto all'esperienza, quindi teniamo in considerazione che lavorando qualche ora al giorno riesca a scavare all'incirca un metro cubo di terra.
Dopo 8 giorni avrà scavato 2 metri cubi. A questo punto dovrà utilizzare una carrucola e l'ausilio di una persona per togliere la terra scavata, ma la media rimarrà invariata, ovvero dopo 27 giorni 3 metri cubi, dopo 64 giorni 4 metri cubi, dopo 125 giorni 5 metri cubi, dopo 216 giorni 6 metri cubi, dopo 343 giorni, quasi un anno, 7 metri cubi, quindi 512 giorni per 8, 729 per 9, 1000 per 10 metri cubi.
Giusto? No. Sbagliato. Il calcolo che ho fatto io era quello per calcolare un cubo di di 2 metri di lato (4 metri cubi), di 3 metri di lato (27 metri cubi), di quattro metri di lato (64 metri cubi), di cinque metri di lato (125 metri cubi), di sei metri di lato (216  metri cubi), di sette metri di lato (343 metri cubi), di otto metri di lato (729  metri cubi), di nove metri di lato (729 metri cubi), e di 10 metri di lato 1000 metri cubi. La mia non è una provocazione è che mi sono sbagliato anche io, ed ho mantenuto l'errore affinchè qualcun altro capisca.
Ora, andando avanti così avremo che dopo 3375 giorni di lavoro avrà scavato un buco di 15 metri di lato: il che come cubatura corrisponde ad un condominio di nove appartamentini o ad una villona signorile di un tempo o tradotto in parallelepipedo, in più di una piscina olimpionica.
Ecco questo spazio sarebbe sottoterra.
Scavando, solo con un badile con un aiuto che gli solleva la terra e la butta in un mucchio.
Quindi lavorando in due.
E questo si potrebbe fare lavorando per qualche ora al giorno, in undici anni e tre mesi. Richiederebbe una  costanza tale da lavorare tutti i giorni tranne la Domenica meno una dozzina di giorni sparsi per l'anno, ma quasi chiunque lo potrebbe fare.
Un buco che contenga interamente un Boeing 747 dovrebbe essere di più di 88380 metri cubi. questo significa che una persona per fare un buco del genere dovrebbe scavare per 294 anni e mezzo.
Ma se a scavare fossero in una trentina basterebbe un anno di tempo. Mentre un centinaio di persone potrebbe riuscirci in una stagione.
Naturalmente con le macchine movimento terra questi calcoli sono fortunatamente inutili. Però credo che senza l'ausilio di molti macchinari la forza lavoro manuale di una cittadina di provincia dell'orine di sei o settemila abitanti potrebbe ricostruire la propria città partendo dalle fondamenta, nel giro di pochi anni. E' la volontà che manca, il tempo forse no.
Ma se con la forza lavoro di un tempo si costruivano le piramidi. Con la forza lavoro di una nazione intera, per quanto orientata alla pace e finalmente ad aprirsi al mondo intero, cosa si potrebbe costruire?





 

venerdì 4 ottobre 2013

Realtà e pensieri




Ora davvero sono convinto che la realtà superi la fantasia. Il fatto è che ciò è vero su tanti livelli quindi per taluni io potrei scrivere così perchè sono un credulone. Ma in piena onestà penso di esserlo meno di quello che può sembrare a molti, e che scherzi a parte, la realtà supera di gran lunga la fantasia.
Così un anima viva si trova spesso travolta da fortissime volontà, buone o cattive esse siano, e talvolta aiutata dall'alto può riuscire incredibilmente ad imporsi su tutte mentre altre volte deve acconsentire, subire, o ancora viene esclusa, bypassata. Una mente strategica può elaborare situazioni molto velocemente, ma chiudersi in se stessi rifiutando ogni volontà esterna non può essere la giusta soluzione. Almeno non in maniera definitiva penso io, io credo che significhi reprimere la vitalità. Forse ha senso in determinati periodi della vita. Le parole sempre si stampano sulla mente di qualcuno, a volte ce le stampa una volontà umana con o senza ausili, altre volte una più eterea, negativa o positiva, altre volte, credo una divina,
In aggiunta a ciò si è rinchiusi in schemi mentali costruiti ad arte che impediscono di cogliere la realtà ed allora finisce che davvero diveniamo più esseri pensati da altri che esseri pensanti. A volte rompere gli schemi per qualcuno significa follia, per altri è un barlume di luce.
La realtà va svelata, anche se non sempre è facile pronunciare parole di verità, l'amore per il principio creatore e per il creato va perseguito; altri concetti importanti sono certo reperibili in testi come i Vangeli ed altri testi religiosi o scritti ad onor del vero e della vita.
Tanto che ho scritto in passato su questo blog perde di significato quando si assume un punto di vista differente; tengo a precisare però che non ho mai scritto nulla per ingannare o che non pensassi o perchè me lo abbia detto di scrivere qualcun altro, su quest'ultimo punto, date le ultime scoperte posso almeno dire non in maniera diretta o conscia, ma per la maggior parte delle volte ho cercato di meditare su ciò che scrivevo.



giovedì 8 agosto 2013

Sull'identità

L'identità è un concetto che mi ha sempre interessato.
Non mi è mai capitato come capita ad alcuni attori di avere crisi di identità, anche quando a diciasette/diciotto anni mi vestivo come metà degli adolescenti dell'epoca, con il gel con i chiodi in testa, i jeans alla moda, le scarpe di foot locker eccetera eccetera e parlavo un pò per frasi fatte.
Che io mi ricordi, mai in vita mia mi è capitato di essere scambiato per una persona che non ero io, per lo meno da vicino: mi hanno detto che potevo somigliare a qualcuno, o in via del tutto eccezionale mi è capitato di sentirmi dire che somigliavo a qualcuno.
Non ho mai visto uno che mi assomiglia abbastanza da essere un mio possibile sosia, eppure in qualche parte del mondo, ci sarà. Quando è estate mi hanno detto di essere il tipico Arabo, il tipico Egiziano, Sud Americano, spagnolo, Indiano, e anche Libanese. Quando è inverno sono anche molto bianco e mi hanno detto di poter sembrare anche Francese o Irlandese, e hanno anche visto uno che mia assomigliava tanto in Germania. Quando mi alzo la mattina a volte assomiglio ad un Cinese, e quando avevo la barba lunga effettivamente ho visto in TV l'immagine di un talebano che mi assomigliava parecchio.
Quando uno non ha vere e proprie abitudini fisse è più facile cambiare, ed io ho davvero fatto tante cose diverse in vita mia.
Questa cosa dell'identità però mi ha sempre fatto pensare. Ricordo un episodio significativo, quando a 18 anni ero in vacanza al mare con amici e dopo esserci fumati uno spinello mi ritrovai ad essere sonnambulo. In pratica dormivo su di un letto a castello, e mi sono messo a saltare sul letto toccando il soffitto. Quando un mio amico accese la luce e ci svegliammo tutti, mi chiesero: cosa fai? Prima dicevi sempre Full di Jack, poi continuavi a ripetere che avevi la carta d'identità attaccata al muro. Il sogno era appunto quello, io che giocavo a carte ed avevo in mano un full di jack, poi la mia carta d'identità attaccata nell'angolo tra il muro  ed il soffitto che non voleva staccarsi ed io che cercavo di prenderla perchè non potevo viaggiare senza.
Allora non è tanto la preoccupazione di non sapere più chi uno è, ma la preoccupazione che la propria identità non venga più riconosciuta e quindi di non avere più diritti, che forse mi opprimeva in quell'incubo.
Che poi al giorno d'oggi è un tema che molti affronteranno, anche perchè con gli ultimi ritrovati, sarà poi facile creare dei sosia. Anche i nomi poi, prima o poi si ripetono. Io ad esempio che non un cognome così comune, ho trovato qualche mio omonimo su internet: uno che ha un pub in Lazio, un filosofo, uno che vende roba on-line e vende profumi, fino uno in nuova Zelanda che è il doppio di me e sembra un Rapper e si chiama proprio come me.
Allora poi ci si rende conto che l'importanza dell'identità potrebbe anche essere considerata meno di quella che ci si può immaginare. Conta  il nome che ci si fa nel ambito delle proprie conoscenze, conta l'idea che si fanno le persone di noi, e l'idea che uno ha di se e della propria coscienza. Ma per i grandi statisti, per le analisi su larga scala, si dice che tutti sono utili mentre nessuno è indispensabile.
Magari la vera nostra identità è composta da una somma di scelte, le scelte che fecero i nostri genitori prima di noi assieme alle nostre, che vanno poi a confrontarsi con gli altri e l'ambiente, laddove ci sia effettivamente una minima possibilità di scelta.
Siamo uomini, prodotti del creato che vanno ad evolversi in conseguenza a decisioni (tagli) e adesioni (incollature), dove a volte è meglio staccarsi e volare da soli ed altre volte è meglio unirsi sostenendosi a vicenda a seconda dei propri principi.
Chissà forse tanti poeti e scienziati del passato hanno considerato questi problemi. Del resto qualcuno può essere convinto che sia il numero a spaventare, ma magari c'era più pericolo di perdere l'identità in tanti posti dell'antichità dove non vi era cultura, dove non si sapeva di chi si era figli, chissà.
Forse quegli scienziati come Fuller che scrivevano ogni giorno ciò che accadeva loro, un pò come un diario,  capivano questa necessità di spiegare chi erano oltre a cosa accadeva loro. Di spiegare e spiegarsi la propria identità. Tante volte non si capisce chi era una persona del passato, non si vuole credere che fosse chi diceva di essere, magari perchè effettivamente qualche millantatore è esistito. E così, Gesù Cristo molti dicono che non sia esistito, Socrate dicono non sia esistito, quello che ci ha lasciato Confucio non è chiaro chi lo abbia scritto, così come Omero, Pitagora  e tanti altri.
Chissà, tanti magari non sono interessati in questi concetti, rinunciano alla propria identità, per soffrire di meno, per potere fare più cose. C'è chi lo fa perchè sottostà a degli ordini disumani e protocolli, chi lo fa perchè segue delle religioni o abbraccia delle teorie scientifiche in toto.
A volte vi è un meccanismo subdolo, che sarebbe quello di annullare l'identità per non essere superbi.  Allora qua il confine è labile, perchè può capitare, specialmente nella cultura occidentale di essere superbi. Quando però ti senti fare dei discorsi Cristiani (sia cattolici sia protestanti) di un certo tipo come quelli sui "peccati collettivi" capisci che c'è qualcosa che non torna, perchè questo è il problema, non si guardano nè i peccati di una Cultura in generale, come considerava Daniel De Foe, nè i peccati di una Chiesa nel suo insieme, ma si guardano i peccati di ognuno singolarmente. Allora un conto è dire di essere umili, un conto è annullare la propria coscienza e ridurla a zero per supportare un presunto bene comune. La rinuncia dell'Io dicono alcuni.
Ma se pecore vi piace essere, fate pure, io passo.
E comunque non c'entra solo il Cristianesimo, tanti grandi pensatori dell'antichità avevano regole che potevano valere per tanti, ma si rivolgevano alle persone singolarmente.
Ma se vi piace galleggiare in quel dolce stato di irresponsabilità per il quale basta solo guardare avanti e conformarsi agli altri, allora andate pure dritto.


Come diceva la mia maestra delle elementari: ma se tutti si buttano dentro al pozzo, ti ci butti anche tu?
Pensate bene prima di capire cosa può significare questa frase.




domenica 4 agosto 2013

Dello spirito e della materia

Se ho ben capito, ad oggi è possibile entrare dentro ad i corpi degli altri mediante la tecnologia. Questo lo dico perchè a dispetto di un fisico non particolarmente prestante credo di aver sempre avuto una propriocezione maggiore rispetto alla media, nel senso che se ad uno capita di essere meditativo od introverso, capita anche di percepire meglio il suo corpo in maniera distinta dall'ambiente.  Qua si potrebbe aprire un capitolo lunghissimo sulla percezione del sè che spesso si va a fissare in particolari zone del corpo, e questo credo sia quello che gli orientali chiamano i Chakra, ma non avendo studiato quei concetti potrei sbagliarmi.
Comunque io credo che vi sia già la tecnologia per fare funzionare gli esseri umani come delle telecamere. Non so se questo richieda qualche trattamento in precedenza, o se sia possibile operarlo su tutti gli uomini in quanto tali, ma credo che ciò sia possibile. In altre parole ci si sintonizza con il cervello del soggetto e si traducono le immagini acquisite dalla retina elaborandole ed inviandole sotto-forma di segnali.
Quindi mentre uno sta guardando qualche cosa, ci si collega alla sua testa e si può guardare ciò che sta guardando, senza bisogno di occhiali o telecamere. Credo sia capitato anche a me, ma non ne sono sicuro al 100%, ciò però che posso intuire è che vi è una significativa probabilità che ciò sia possibile.
E' naturale che un discorso del genere possa spaventare molto e che quindi sia inaccettabile pensarlo, ma date le ultime notizie che sono state pubblicate sulla tecnologia, riguardanti l'attuale livello di elaborazione e scambio di dati tramite onde, credo di poter scrivere queste cose per lo meno senza passare per completamente matto. In realtà però questi concetti li penso già da qualche anno.
Immagino che per operare in questo verso oltre ad una tecnologia elaborata, gli scienziati che si occupano di questi fatti abbiano formato una teoria sull'uomo e sulla vita molto strutturata in maniera da consentire loro di operare in serenità. I corollari possono essere di diverso tipo, senza dimenticarsi che a tutt'oggi vi sono menti geniali che sono orientate verso il pieno relativismo che nemmeno si preoccupa di concetti quali la tutela della vita umana.
Detto questo, immagino anche che se ciò può valere per gli stimoli visivi, possa anche valere per altri stimoli cosiccome penso possa anche portare a delle azioni, in altre parole oltre a vedere con gli occhi di un altro si possono fare anche altre azioni, quali sentire o portarlo a compiere movimenti.
Ciò che in passato era considerata magia, come i riti Vodoo, ciò che in passato era considerata una possessione da parte di altre entità, è diventato ad oggi scientifico. Ci ho messo un pò a metabolizzare questo concetto, poi mi sono ricordato leggendo l'Odissea di quando la Dea Atena occhio azzurro entra dentro al figlio di Ulisse per aiutarlo, e leggendo quel passaggio mi è sembrata un concetto non poi tanto strano.
Ora, in altre parole la scienza è arrivata a fare ciò che faceva la magia, ciò che facevano i demoni e gli angeli o Dei di un tempo, è arrivata a possedere gli uomini.
Io credo che effettivamente mediante anche l'uso di materiali complementari ci sia chi nella sua filosofia di vita vorrebbe trasformare l'intero pianeta in una grande matrice dove attraverso l'apoteosi di algoritmi matematici, ed a seguito di ciò tutte le volontà si vedrebbero fuse in un continuum di onde elettromagnetiche ordinate appunto a seconda di questi algoritmi che terrebbero in considerazione i migliori stili di vita possibili per questa rete vitale che rappresenterebbero gli abitanti, uomini ed animali, del pianeta. Vi sono però volontà che risulterebbero molto più forti di questo algoritmo, spiriti che vivono nel presente o che possono ritornare dal passato, con i quali la matematica non può nemmeno osare confrontarsi, così come non dovrebbe osare confrontarsi con Dio, ma servirlo.
Perchè la matematica ragiona con la materia e non con lo spirito. Per la materia uno più uno fa due, ma per lo spirito uno più uno può fare sempre uno.  

martedì 16 luglio 2013

Percezioni extrasensoriali


Il mondo è formato da tantissime variabili e persone che per un motivo o per un altro sono in sintonia.
Ora, accade a volte, che mi sento dire delle frasi che nel contesto in cui vengono dette sembrano frasi buttate lì a caso, riempitivi privi di logica che sono intercalari soliti di persone poco riflessive (ma non per questo negative); queste frasi però, rivolte a me, od in quel momento preciso, trovano un senso molto specifico, anche se la persona che le pronuncia magari non se ne rende conto.

Ultimamente ciò si ripete con una frequenza abbastanza imbarazzante.
Ho cercato tutte le possibili spiegazioni, dalla pura coincidenza, passando per un sub-strato demoniaco, fino ad arrivare alla trasmissione di pensiero.

Per essere comprensibile faccio un esempio inventato ma semplice da capire e molto simile alla realtà dei fatti:

Vado a comperare un qualsiasi articolo, mettiamo un paio di pile. Il negoziante mi dice una frase atipica come "che caldo, c'è da morire carbonizzati".  Che se uno ci pensa, non è una frase comune, una frase comune può essere "c'è da crepare dal caldo" "c'è da svenire", "c'è da fare i vermi", insomma ci sono un sacco di frasi di questo tipo, ma mai mi era capitato di sentire proprio "c'è da morire carbonizzati" Esco dal negozio, torno a casa e notizia dell'ultima ora c'è una macchina che viene incendiata ed i passeggeri sono morti carbonizzati.

Ipotesi 1 coincidenza.

 - Mai in vita mia mi era capitato di sentire una persona in un negozio dire che per il caldo estivo "si muore carbonizzati". Conosco abbastanza il negoziante da capire che  parla un pò più del normale, ma non è solito dire assurdità.
Non credo affatto possa trattarsi di quello che si dice, una coincidenza, od una casualità.
Io sono uno al quale capita usare la parola "per caso". Nel senso che, per comodità, almeno visti da una visione umana, o terrena, limitata quindi nel tempo e nello spazio, credo vi siano eventi che non si possano attribuire o ricondurre direttamente a volontà specifiche, immagino però che spostandosi su di un piano trascendentale, sia possibile che ogni singola frazione di secondo ed ogni singola goccia del mare sia contemplata ed influenzata.
 - Per farla breve, non credo che la parola "carbonizzati" sia stata pensata e pronunciata dal negoziante senza che vi fosse una correlazione con il fatto accaduto.

Ipotesi 2 ascolto inconscio e quindi ripetizione.

Allora, ripenso a quando ho sentito la notizia, e sono sicuro di non averla sentita prima, non ho guardato la Tv, non ho ascoltato la radio e nemmeno l'ho letto su internet. Ripensandoci mi accorgo che nemmeno il negoziante ascolta radio, tv, guarda internet, o aveva ricevuto telefonate da qualcuno che poteva aver ascoltato la notizia.

Questo è molto importante perchè significa  che nè io ho trasmesso  "inconsciamente" un concetto che avevo ascoltato in precedenza con il puro e semplice pensiero e nè soprattutto il negoziante ha ascoltato in maniera subliminale, o senza rendersene conto realmente, quella notizia.

 - Per farla breve nessuno dei due avrebbe potuto essere venuto a conoscenza della notizia senza prestarvi attenzione.

Ipotesi 3 Cospirazione

Arrivati a questo punto mi è sfiorata l'idea che il negoziante, per una non ben precisata ragione, questo fatto, lo conoscesse già da prima e si fosse tradito in quello che in gergo si chiama lapsus Freudiano.
In un ragionamento che in questo caso può essere definito come dietrologo, mi è sfiorata l'idea che il negoziante avesse potuto saperlo già ed in qualche modo essere direttamente interconnesso con l'accaduto.
Mediante una rapida analisi delle variabili ed un breve calcolo delle probabilità ho riscontrato che era una ipotesi con probabilità prossime allo zero, perchè il negoziante per quanto lo conoscessi io, difficilmente poteva fare parte di una associazione criminale di qualsiasi genere organizzata sul territorio nazionale, che incendia automobili con a bordo passeggeri e rende partecipi tutti gli affiliati dall'altra parte d'Italia all'evento. In aggiunta a ciò mi pareva strano che la stessa identica parola della televisione fosse stata utilizzata.

Per farla breve, il negoziante non credo che per qualche misterioso motivo, sapesse già della notizia.

Ipotesi 4  Telepatia

Se consideriamo che le radio emettono e ricevono onde a media frequenza ed a modulazione di ampiezza, possiamo anche dedurre che ugualmente l'essere umano possa ricevere e trasmettere onde usando la testa come una antenna.
Fenomeni telepatici mi sono capitati molto di rado e non ben riscontrabili. I più comuni sono quando una persona aspetta un altra persona: a seconda del loro grado di empatia, della loro volontà, e di come indirizzano l'attenzione l'uno verso l'altro, si crea una specie di legame che è un legame empatico simile al legame che lega il tifoso con il giocatore della sua squadra. Allo stesso modo però i pensieri per me è possibile che si disperdano in cielo . Quando si è in presenza di bambini particolarmente sensibili, non di rado capita di assistere a delle scene dove un bambino esprime gli stessi concetti che vorrebbe esprimere un adulto, ma standosene zitto. Perciò il bambino capta questa volontà inespressa, ma che vuole essere espressa, ed esterna tutti i concetti che può esprimere, anche se magari non sono propriamente elaborati da lui ma sono semplicemente riflessi dell'adulto.
Altre volte ci si focalizza su un concetto talmente tanto, ma non si dice, che questo viene percepito per via telepatica.
Nel caso sopra-riportato,  non vi era nessun altro nel negozio, e solitamente io credo che per trasmettere e quindi ricevere un pensiero da lontano sia necessaria una carica empatica non indifferente oppure una carica empatica che sorpassi le altre, e non credo essendo l'episodio accaduto lontano, potesse essere questa la soluzione, perchè la notizia poteva interessare troppo poco la vita e le relazioni umani del negoziante od anche le mie. Perciò anche se le funzioni intellettive superiori di molti  esseri umani stanno mediamente aumentando, diminuendo allo stesso tempo alcune abilità fisiche (un discorso simile si potrebbe fare per il semplice linguaggio) non era abbastanza importante la notizia.
Per farla breve: anche se pare ci sia più trasmissione di pensiero di un tempo, mi pare anomalo che la telepatia funzioni in questo modo.

Ipotesi 5 Flusso di dati tradotti dal cervello

Essendoci centinaia di satelliti in orbita, la televisione satellitare, i navigatori satellitari, i ripetitori di onde per cellulari su diverse bande, cellulari ovunque, i ripetitori di telefonia per navigare in internet, onde radio di ogni tipo, segnali Wi-Fi sparsi in ogni angolo della città, viene un dubbio:
E se un giorno il nostro cervello imparasse a tradurre le onde che viaggiano tra i muri delle nostre case, e fungesse esso stesso da Modem? E se in virtù delle capacità abitative imparasse a sopravvivere all'inquinamento elettromagnetico arrivando a produrre una ipersensibilità alle onde elettromagnetiche in modo da riuscire a distinguere quando l'inquinamento è troppo elevato, e nello stesso tempo, ad interpretare tracce del flusso di dati?
Questa ipotesi è fantascientifica, anche se a quanto ho letto esiste già il contrario, ovvero sistemi wi-fi collegati ad impulsi cerebrali in grado di tradurre i comandi del cervello in comandi digitali ed inviarli sotto-forma di segnale ad esempio per guidare un automobile od un drone.
Nel caso specifico il negoziante avrebbe dovuto captare segnali, ad esempio Wi-Fi, rielaborarli tramite il cervello, e quindi pronunciare la parola data. Come ho già detto a livello fisico non sarebbe così assurdo come si potrebbe pensare, ciò che però frena questa ipotesi è che il cervello del negoziante avrebbe dovuto essere plasmato in maniera del tutto inspiegabile per un essere umano, in grado di commutare i segnali con una velocità strabiliante, perchè non è sufficiente distinguere il segnale ma credo sarebbe necessario, tradurre in linguaggio macchina ogni impulso che viaggia a velocità di  Megabyte per secondo. Discorso diverso sarebbe se avesse installato un microchip che si andasse ad interfacciare con il suo sistema nervoso centrale, in modo da captare i segnali wi-fi tradurli e trasmetterli al centro del linguaggio, ma a quel punto non sarebbe un uomo, sarebbe un mezzo robot. Ponendo per assurdo tuttociò, sarebbe anche un cyborg difettoso, perchè se ne uscirebbe con una frase fuori luogo completamente.

Per farla breve: per quanto non completamente assurda, l'ipotesi che il cervello del negoziante interpreti segnali dati in virtù di sue presunte qualità o a seguito dell' essere trasformato in un mezzo cyborg difettoso, mi pare ridicola.

Ipotesi 6 Armi psicotroniche

Esistono armi in grado di inviare messaggi acustici nel cervello di individui, non necessariamente tramite l'apparato acustico dell'uomo ma anche attraverso la scatola cranica. Questo tipo di armi dette psicotroniche possono anche influenzare l'umore delle persone e spingerle a compiere atti contro la loro volontà (in certa misura), in una buona parte della popolazione mondiale.
Se armi di questo tipo per quanto terribili sono state in passato testate su larghe fasce della popolazione, in questo caso non ha alcun senso pensare che sia stato fatto, in primo luogo, sarebbe come pensare ad un generale dell'esercito che organizza un piano internazionale per fare il solletico ad un venditore di brustoline e vedere che faccia fa. In secondo luogo non ha alcuna logica, e poi la frase è stata così spontanea da non sembrare minimamente indotta.    
Per farla breve; anche se attraverso armi sofisticate e proibite si può inviare una voce in testa di una persona, e farle dire qualcosa, è assurdo in questo caso, dove l'eloquio del negoziante era fluente, spontaneo precedeva di poco una notizia non di rilevanza mondiale, ed i soggetti non erano persone importanti.


Ipotesi 7 Non ben precisate influenze spirituali maligne / benigne

Allora ho pensato che il diavolo, o chi per lui, ci abbia messo la coda.
Personalmente credo che esistano forze demoniache, tipo pensieri capaci di volontà propria, generati in tempi passati o recenti in grado di interferire con il mondo materiale e con gli esseri umani e possederli. Ora da un punto di vista teorico questo è il mio pensiero, da un punto di vista pratico non sono capace di dire quando e se sia davvero così, ovvero se davvero un individuo parli per ispirazione diabolica o vittima di strani sortilegi. Tutti questi concetti spaziano nei campi della demonologia , del quale io ho letto solo poco materiale e per il quale, visti i precedenti medioevali, non sempre c'è da fare affidamento. Per mia esperienza personale, molte volte in cui una persona pare indemoniata o pare veicolare messaggi diabolici, tipo quando ha accessi di rabbia fuori dal comune o ha idee particolarmente malsane, ciò può essere riconducibile almeno  in maniera abbastanza diretta, a qualche problema terreno, (infanzia difficile, insegnamenti sbagliati, ingiustizie subite, comportamenti lesivi ricevuti, paura di morire,situazioni che portano alla  perdita di speranza per il futuro, pressione nefasta da parte delle persone circostanti, voler fare la parte del cattivo...) ma che alla base di tanti comportamenti possano esserci una o più  specie di ombre malvagie non umane non lo escluderei affatto.
Negli episodi singoli non sempre mi riesce nemmeno distinguere ciò che è bene da ciò che è male, nel senso che se qualche frase detta, o qualche comportamento sono davvero sbagliati, è possibile chiarirlo soltanto a posteriori, e non sempre; nella fattispecie, poteva essere sia una specie di satanico divertimento nel prendere in giro i morti e farlo notare, sia una notizia che per qualche disegno celeste doveva rimanere particolarmente impressa nella mia mente oppure doveva fare riflettere me od il negoziante.
Per farla breve: anche se credo in interferenze ultraterrene, non le so riconoscere, quindi anche in questo caso restano una spiegazione incerta ed indiretta, all''anomalia riscontrata.


Ipotesi 8 Coscienze collettive e magie

Ci sono fenomeni che vanno oltre la semplice telepatia. fenomeni per i quali una persona ed un'altra sono talmente affini, sono così in relazione e molecolarmente in linea dal condividere il vissuto in maniera assoluta.
Questo può avvenire grazie ad un forte legame empatico, oppure derivare da dinamiche di gruppo che possono essere generate nei più diversi modi. Se un gruppo è così coeso indipendentemente dal motivo per il quale lo sia,  ma così talmente coeso dall'arrivare a fare annullare completamente l'identità e volontà dei singoli  membri si arriva ad avere una coscienza condivisa. Questi fenomeni io credo che di base siano  positivi fino a quando però non arrivano ad annullare le coscienze del singolo. La coesione è positiva, naturalmente se si è coesi verso giusti scopi, quando però  non diventa annullamento delle identità, in quel caso diventa massificazione.
La coscienza condivisa  accade anche tra marito e moglie, o all'interno di una famiglia in diversi modi.
Ora non di rado, capita vedere due persone delle quali una non riesce a trovare le parole e così l'altra che ragiona sulla stessa onda, gliele fornisce, a volte il fenomeno è così veloce che non è più telepatia, è come se ragionassero con una stessa coscienza, o che uno pensi per tutti e due. Lo stesso accade per il parlare, due persone sono molto in sintonia, ed il pensiero prevaricante o quello risultante viene trasmesso anche all'altra persona in simultanea o quasi alla sua formazione, quindi non è telepatia ma totale allineamento.
Ora da quanto ho capito, il fatto deriva non solo da una spontanea empatia, ma può anche essere indotto tramite alcuni riti di vario genere. Se il primo fenomeno è quindi naturale e magari deriva da un innata armonia o da anni trascorsi superando fatiche e traumi, il secondo può essere più veloce e rientrare nel campo di rituali di  religione o talvolta di magia. La semplice pratica del capro espiatorio che viene sacrificato per redimere tutti i gli adepti dai loro peccati, è ad esempio una pratica che crea coscienza collettiva, certo non è detto che provochi fenomeni della fattispecie ma rende l'idea. Anche affiliarsi a certi gruppi crea una sintonia che allinea le coscienze, e non importa scomodare i riti delle società segrete ma basta guardare delle baby-gang, per rendersene conto.
 Per farla breve: E' possibile che qualcuno molto vicino al negoziante in termini di coscienza, abbia appreso la notizia e lui l'abbia quindi captata a livello ancor più veloce della telepatia, a quel punto sia stato spinto a condividere quanto appreso e l'abbia detto. Questo allineamento di coscienza può essere positivo o non esserlo.

Ipotesi 9 Missione divina.

Per chi ha uno spiccato livello di egocentrismo e si sente protagonista di una missione inviatagli dai numi, tutto questo potrebbe avere un senso ben preciso, essere un segnale più importante di quello che sembrava, e dopotutto non si potrebbe nemmeno dargli torto con certezza.
Così io dico che magari il negoziante quella parola l'ha detta per illuminazione divina, che ha fatto ragionare me, che mi ha fatto scrivere questo post, che poi hai letto tu. Si, proprio tu!
Per farla breve: E' possibile che tu ora sappia che i sensi a disposizione degli uomini non sono solo cinque, e che il negoziante l'abbia detto per farmi riflettere,  perchè io lo scrivessi,e perchè tu lo sapessi, e perchè questa fosse una volontà superiore.


Ipotesi 10 Il Verbo stesso è nell'etere

Può darsi che il Verbo che fu in origine, il Verbo creatore di tutto il mondo, nella sua forma di lettere galleggianti sopra ad un soffio, che creano vibrazioni cosmiche aggregano e disgregano la materia, componendo le forze della natura, che il Verbo, risieda in ogni cosa nel tempo e nello spazio, e che in realtà ogni volta che qualcuno pensa ad un concetto non fa altro che accedere ad una parte del verbo, poichè quando si cercano parole in verità, non siamo noi con la nostra mente che le produciamo, ma ci stiamo  predisponendo spiritualmente ad accoglierle e le raggiungiamo agganciandole. Così come qualcuno accede al verbo rievocando una parola per un servizio televisivo, allo stesso modo, qualcun altro potrebbe accedere a quella parte del Verbo rievocato che si troverebbe a passare proprio sopra la sua testa in maniera spontanea. Questo pensiero mi pare molto estremo e se così fosse è presumibile che il fenomeno accadesse molto più spesso, mi pareva comunque una teoria interessante ed in parte vera. Sono convinto che ci sono scienziati che stanno prendendo in considerazione anche questa ipotesi nell'analisi delle coscienze, non ho informazioni certe ma è come se lo percepissi in maniera extrasensoriale :)
Per farla breve: non sono gli individui che si scambiano informazioni, ma sono proprio le parole, così come i concetti (più, o meno, giusti ) che stanno per aria, e mentre uno se ne piglia una, magari passa per la testa di un altro che la dice senza volere. Se non sbaglio c'entra qualcosa anche con la fisica quantistica.

Grazie per l'attenzione!!!

 P.S. Dimenticavo, Carbonizzare deriva da Carbone,  che deriva dal Latino Carbo, che deriva dal Greco Kàrphò, dal sanscrito Car (ardere).
Se comunemente si pensa che la vita è basata di atomi di carbonio ... bè non so se si arrivi proprio alla verità, ma di certo Eraclito ne sarà contento.



venerdì 22 marzo 2013

Infinito e finito

E' di moda il simbolo di infinito ∞, quello che si studia in algebra.
Certo, se uno sapesse con certezza se l'Universo è unico (ci potrebbe essere anche una serie di dimensioni tipo multiverso) e se è finito od inifinito, avrebbe un discreto vantaggio in termini di capacità ragionativa rispetto a chi non lo sa.
Naturalmente anche il fatto che possa esistere o meno il nulla, argomento che ho trattato più volte in passato, sarebbe un discreto vantaggio.
Personalmente sono propenso a pensare che niente sia un pò poco, ovvero il nulla non esista.
Sull 'Universo infinito tendo ad assumere la teoria per la quale l'Universo sia in qualche misura finito,  non per forza tutto sia ciclico, anche se le fasi cicliche si trovano ovunque, come appunto il simbolo indica, come appunto il serpente che si morde la coda, non ha interruzione, nè fine.
Comunque a chi dice che i numeri sono infiniti ho sempre obbiettato che non per forza è così, perchè se sembra vero che si puo sempre aggiungere un unità, non è detto che sia possibile confrontarsi umanamente o materialmente parlando, con numeri così enormi: non si vivrebbe abbastanza per ascoltare e comprendere / capire (nel senso etimologico del termine, contenere) quei numeri da poter dire "più uno".  Anche in termini elettronici, se l'Universo è finito, allora anche la materia è finita, e non vi sarebbe più posto, non vi sarebbero più unità sub-atomiche (stringhe o quel che sia), per scrivere quel numero immenso. Si potrebbe obbiettare che c'è il fattore tempo, ma se l'Universo è finito anche il tempo è finito e moltiplicando gli spazi in termini di stringhe per tutte le frazioni di nanosecondi possibili, si arriverebbe comunque alla fine dello spazio, ed il numero non si potrebbe più nè scrivere, nè coscientemente pensare.
Quindi non è vero nemmeno che i numeri sono infiniti se l'universo è finito.
In più se qualcuno conoscesse le dimensioni e proporzioni dell'universo potrebbe elaborare un sistema numerico esatto, che non sarebbe per forza quello decimale o sessagesimale, perchè saprebbe come meglio dividere le grandezze. Stesso discorso varrebbe anche per la geometria che potrebbe non essere per forza quella Euclidea, dato che la condizione di parallelismo (due rette parallele che tendono ad infinito non si incontrano mai) non potrebbe esistere. Quindi forme geometriche davvero archetipiche potrebbero essere dei doppi arcobaleni fatti ad elisse, con dentro materiale elicoidale, più che dei cerchi, dei triangoli o quadrati.
Ricordo cosa scrisse una ragazza che leggeva questo Blog, qualcosa come "quando mi spiegavano geometria a scuola, mi è sempre risultato triste il fatto che quelle due linee non potessero mai incontrarsi"

E questo è quanto

domenica 10 marzo 2013

Aggiornamenti di Marzo 2013

Dunque,
come già ho scritto, le chiavi di accesso sono davvero chiavi che si riferiscono ad argomenti trattati in un post in precedenza, quando non sono trattati più volte ed ampiamente. Come fatto notare in passato le chiavi di accesso non funzionano più bene, perchè il motore di ricerca non fornisce informazioni riguardo all'utente per questioni interne del funzionamento del motore di ricerca, almeno una spiegazione di questo tipo è data sulla pagina di Shiny Stat.
C' è anche discrepanza tra le chiavi di accesso di Google e quelle di Shiny stat, ultimamente la differenza è eclatante.
Il mio libro sul blog viene sempre rielaborato perchè più vado avanti, più mi rendo conto che la mia ignoranza è grande.
Sto leggendo un sacco di libri, sto guardando un sacco di film. Altri concetti li ho esposti su Facebook.
La tecnologia ha raggiunto livelli impressionanti come il tatuaggio che analizza le onde del cervello ed emette onde che comandano droni oppure fanno diventare telepatici. Altro triste filmato è quello di un ex agente MI-5 che spiega la guerra psicotronica, che per me non è una guerra, ma un gruppo di scienziati divenuti pazzi  che  comanda incantesimi e stregonerie, questi una volta erano i cattivi (o chi li comndava), oggi invece sono inconvenienti della scienza.
Comunque il concetto è lo stesso che vale per ogni invenzione o società filantropica o think thank globalizzatore. In questi casi la scienza o qualsiasi idea, diventa, come diceva Tesla, perversione o comunque qualcosa di sbagliato.
Ci vuole uno spirito forte che sia capace di amare, ami la verità, la giustizia, la misericordia per affrontare certe questioni.

lunedì 28 gennaio 2013

La giornata del ricordo

Ieri c'è stata la giornata del ricordo. I servizi erano più mielosi del solito, io credo per il fatto che siano emerse verità imbarazzanti e perchè l'antisemitismo è aumentato.
In conseguenza di ciò, i servizi facevano vedere che c'era più lutto del solito, come per dire che la shoah non va comunque sminuita.
Ora io penso questo:
Gli Israeliti sono mediamente più svegli e furbi degli altri popoli. Se non era così, non sopravvivevano per più di 4000 anni. Gli Ebrei osservanti c'hanno una serie di precetti che garantisce loro più alte probabilità di sopravivenza e più sapienza. Molti di questi precetti non sono affatto esoterici sono scritti in ogni Bibbia di questo pianeta, nel vecchio testamento:

Non adorare altri Dei all'infuori di Dio, non pronunciare invano il suo nome, santifica la festa, onora il padre e la madre, non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, non dire il falso, non desiderare qualcosa di chi ti sta vicino, nè la sua donna.

Questi vengono trattati spesso come una storiella, ma credo che nell'analisi del popolo di Israele non si capisca che il punto è questo.
Perchè sono stati sterminati tanti Ebrei in passato? Perchè non si chinavano di fronte ad altri dei o perchè non riconoscevano Dio anche il faraone.
Perchè gli Ebrei non si integravano con alcune popolazioni?  Perchè avevano Dei diversi / facevano orge, facevano sacrifici, consideravano che all'interno del popolo tutto fosse in comune (oltre al cibo ed alla terra, anche infilare il pisello in qualsivoglia buco), o perchè non erano in grado di controllare la forza bruta.
Allora è normale che non si integravano, perchè Dio gli aveva spiegato che queste cose non andavano bene. (Per chi non ci crede, Mosè e suo fratello Aronne).

Comunque sia, se uno si va a rileggere la storia, capisce che in realtà gli uomini non sono affatto in linea con i dieci comandamenti, perchè la storia degli uomini è fatta spesso anche di idolatrie, di divinizzazioni, di strani riti,  di profondo odio per i genitori, di uccisioni e brutalità, di furti e rapine, di mucchiate e perversioni sessuali, di tante menzogne, di tradimenti e di invidie.

Solo che non tutti hanno riconosciuto come validi i dieci comandamenti, anzi ci sono culture, e vere e proprie religioni che pensano in altre maniere.
Se in CERTI riti di CERTI ( e non dico tutti perchè da quanto ne so io, alcuni popoli precristiani non ebraici potrebbero tranquillamente insegnare tanto anche oggi) popoli pagani, si compivano sacrifici umani, oppure si uccideva per una offesa, è normale che non era loro possibile integrarsi.
Se al tempo degli antichi Greci tuo figlio andava a scuola, e l'insegnante  lo inculava, senza che venisse fuori uno scandalo e l'insegnante fosse cacciato, è normale che questi non si integravano.
Se alcuni popoli del deserto, appena una donna parlava  accidentalmente con uno che non era suo marito, questi la riempivano di giaroni in faccia finchè non moriva,  è normale che non era loro possibile integrarsi.
Se la Chiesa diceva che chi non si sottometteva alla volontà della Papa, doveva andare all'inferno, mentre il Papa faceva le orge e si imbottiva di panini, allora è normale che questi non erano molto cattolici.
Se al tempo del'illuminismo, tra le varie scuole di pensiero, qualcuno ha cominciato a dire che l'importante per l'uomo è diventare Dio, e che in virtù di ciò si può uccidere, rubare, pervertire, perchè tanto ciò che è creato da Dio va combattuto, allora è normale che questi non andavano d'accordo; allo stesso modo anche a chi nichilisticamente diceva che la coscienza è qualcosa di superfluo, perchè tanto il mondo è creato dal caso.

E allora il concetto è che se gli Ebrei c'hanno avuto molti problemi a stare al mondo, è anche perchè gli uomini in generale c'hanno problemi a stare al mondo e capire come è meglio starci.

Il problema diventa però quando gli Ebrei cominciano ad usare la loro sapienza millenaria per trattare gli altri uomini, di qualsiasi cultura essi siano, come carne da macello.

Cioè il fatto di avere un gruppo privilegiato (non mischiarti con gli altri, presta ad interesse solo agli altri, l'importante è la tua nazione). Può essere un atteggiamento che infastidisce chi Ebreo non è, ma secondo la mia idea, rimane accettabile.
Il problema è quando truffi gli altri. Se truffi, truffi, truffi, poi va a finire che ti mandano a lavorare nei campi di concentramento a gratis, e se non c'hanno più cibo non te lo danno, e visto che i tedeschi erano impazziti, e cercano sempre di finire i lavori in maniera diligente, ti accoppano anche in maniera rapida ed indolore. 

E allora abbasso quei tedeschi che impazziscono e abbasso quegli Ebrei che truffano. E viva l'amore, e viva la vita, e viva Gesù, e viva l'intelligenza e viva la libertà, e viva il coraggio, e viva la misericordia, e viva i dieci comandamenti, e viva il perdono.

venerdì 4 gennaio 2013

Buon 2013 ed aggiornamenti del blog

Ho smesso di analizzare le chiavi di ricerca perchè Shiny Stat riportava not provided in buona parte delle chiavi di ricerca, in più troppe volte mi trovavo sempre le stesse chiavi di ricerca e pochi argomenti nuovi.
In sostanza posso dire che l'argomento che ho più trattato negli ultimi tempi, e che compare nelle chiavi di ricerca è riguardante il terremoto, ma non ho la possibilità di capire come stavano i fatti, ed  in più di quanto ho già detto, posso scrivere che ho trovato una immagine di uno dei terremoti di Ferrara del XVI secolo, e che visto che c'era disegnato un drago gigante in cielo che volava fuori dal castello, ho pensato potesse essere la simbologia dell'avarizia degli Estensi, e che quelli dei lavori di bonifica erano d'accordo con quelli della lega santa ed han fatto esplodere della polvere da sparo seppellendola sottoterra vicino ai muri, pratica comune proprio in quegli anni; anche perchè poi dalla mappa risultava che il terremoto c'era stato solo nel centro della città. Questa è comunque una ricostruzione fantasiosa, il drago poteva essere l'araldo di qualche altra casata, o genericamente il male.
Nel frattempo ho trovato che Plinio il vecchio parlava già di un terremoto avvenuto nel 91 a.c. nella sua storia naturale, dove riporta da alcuni testi degli Etruschi che proprio vicino a Modena si scontrarono due montagne, con fiamme e fumo in pieno giorno, e che furono schiacciate le case di quelle campagne. 
Altro da dire sul terremoto non ce l'ho se non ripetere che esistono armi sismiche non ben spiegate.
Per quanto riguarda i miei post meno numerosi, sto facendo una specie di riassunto globale di questo blog, mi pare giunto il momento.
Mi sto prendendo anche a leggere roba differente e sto cominciando a comprendere che effettivamente il mondo è più relativo di quanto pensassi, almeno per quanto riguarda gli uomini.
Detto questo, come ho scritto sul mio profilo di Facebook:
Spero che il 2012 dalla merda che è stato serva da concime. Allora buon anno e buoni raccolti

lunedì 19 novembre 2012

L'idiota e il demone

Dopo il filosofo che parla con il suo demone, e l'uomo che odia il mondo parla con un demone pubblicati nel 2009, è arrivato il momento di concludere la trilogia dei demoni, con "l'idiota parla con un demone."


U: - Eccoti finalmente ti ho visto e ti ho riconosciuto!
D: - Ti piaccio?
U: - Certo, sei molto carino
D:- si
U :- Si, lo so che stai pensando
D :- tu lo sai?
U :- Si, che sono un IDIOTA.
D :- E...?
U :- E hai ragione. Ci ho messo tanto a capire che tutti ti cercano e ti sposti tra tutti coloro che ti cercano.
D :- E...?
U :- E che ragionando così diventeranno una unica entità, i loro cuori pulsando per te saranno come lunghe vene per la tua manifestazione terrena.
D :- Sai che non puoi dire quello che stai dicendo.
U :- Perchè mai?
D :- Perchè se pensi quello che pensi e non stai con me diventerai agli occhi di tutti un povero...
U :- IDIOTA!
D :- Appunto.
U :- No, posso immaginare, ma non lo sapevo.
D :- Quindi?
U :- Quindi vado avanti per la mia strada. Chissà forse un giorno verrai tu dalla mia parte.
D:- Sei proprio un IDI...
U :- Ora vado.

sabato 27 ottobre 2012

Il mio primo e ormai storico quaderno degli appunti

Ci sono elementi che spesso accompagnano la vita di una persona. Mi hanno ridato un quadernino di appunti che i miei genitori mi regalarono e sul quale scrissi tra la fine del 1989 ed il 1990, quindi avevo circa 8 anni. E' una di quelle mini agende calendario che regalavano le assicurazioni o le banche alla fine dell'anno e io ci scrivevo sopra di solito stando seduto per terra, tutti i miei pensieri.
E' incredibile notare come quell'agendina malmessa abbia somiglianza con questo blog.
In pratica ci sono le paginette divise per giorni del mese, ed io vi scrivevo sopra, anche se probabilmente non rispettando le date.
La cosa che mi sconvolge è che ora mi ricordo i momenti in cui lo scrivevo, e che effettivamente per quanto riguarda i lampi di genio, avevo una lucidità maggiore allora di adesso.
Il quaderno riporta temi molto interessanti, eccoli qua riorganizzati e riassunti senza cambiare il testo:


Descrizione della mia carriera da scrittore

" SE - QUALCUNO TROVERA - QUESTO DIARIO - SAPPIA - LA - MIA - STORIA QUINDI - LA - SCRIVO.

1981 - LA MIA - NASCITA
1984 - PARLAVO - GIA' COME UN RAGAZZO GRANDE - E  - SAGGIO ( NON LO DICO PER VANTARMI)
1985 - SAPEVO - GIA' - SCRIVERE- E ANCHE - BENE
1986 - IL - MIO - 1º TEMA COME - UN - FILOSOFO SAGGIO -
1987 - TEMI - STUPENDI - MOLTO APPREZATI DALLA - FAMIGLIA MA - HA SCUOLA -  NON SFRUTTATI SOLO - UNA -MAESTRA - LO - FECE - MA - DI -CUI - SO - SOLO - IL SOPRANNOME CESARINA
AVEVO - ANCHE UN - ALTRA DOTE CHE - TUTTI - I - RAGAZZI - AVEVANO - MA IO - IN PARTICOLARE - LA - FANTASIA
IN - CALLIGRAFIA MALE.
1988 - COMINCIAI A MIGLIORARE SIA A SCUOLA - CHE - A -CASA
1989 - DIVENTAI - COME - GLI - ALTRI
1990 - PRATICO SOLO - X - OBBY - LA SCRITTURA MA - IO - HO - SOLO - 9 ANNI! "

Da notare che feci in tutto un solo giorno di asilo prima delle elementari, e mi insegnò a scrivere mia sorella Marialuisa, poi vissi come turbamento la scuola perchè da un lato volevo essere come gli altri, ma dall'altro lato diventando come gli altri mi rendevo conto di perdere una parte originale di me e della mia interiorità che io consideravo saggezza.

Barzellette varie

Nell'agendina scrivevo di tutto ed incollavo anche figurine di vario genere: Sgorbions, calciatori, Indiana Jones in più riportavo pezzi di canzoni di Baglioni o di Battisti, e barzellette che vedevo da qualche altra parte oppure che mi inventavo io.
"Che cos'è un tartufo? una tertina volante non identificata"
Attaccavo la figurina di Harrison Ford con il sacro Graal in mano e scrivevo sopra
:- AL GASET (il gasato in dialetto) per dire che era troppo su di giri
Attaccavo la figurina di Salvatore Schillaci con catenina d'oro e maglia della Juve e scrivevo sopra:
: - AL BACCALA' per dire che aveva la faccia da pesce lesso
Attaccavo la figurina di Rijkaard con catenina d'oro e maglia del Milan e scrivevo
: - Al CINCIULEN per dire che aveva la faccia da cinciurlino ovvero un qualcosa come uno spolverino per togliere la polvere, termine che più che altro avevo coniato io.
Attaccavo una figurina Sgorbions come Rina Catarrina tutta piena di catarro e scrivevo sotto ":- vai così è una figata!" oppure Mariarosa Rugosa con la pelle tutta raggrinzita e scrivevo sopra :- ecco come sarà mia madre"

L'umorismo a volte andava capito, all'epoca si usavano di più i giochi di parole e soprattutto si metteva in ridicolo per divertirsi.

Una mia vignetta inquietante mostra due adulti, probabilmente in mezzo ad un bosco davanti a legna pronta per essere accesa. Uno dice : -  Come non importano i fiammiferi? Dietro di loro si sta alzando un fantasma di fuoco gigante.
Un altra mia vignetta mostra un treno che passa sopra ad un ponte con le rotaie sopra ad un dirupo ed un mostro volante sotto. Uno dice : - Come è meglio se ci fermiamo?
In un altro disegno c'erano due uomini che stanno cercando di raggiungere un tesoro segnato con una X, si incontrano in cima ad una collina ed uno dice all'altro :- "Ma va scorciatoia, x te per andare a prendere il tesoro c'è una scorciatoia!" Ed in effetti la scorciatoia c'era.

"HO - CHE - BELLO!
CHI HA DETTO OCA?
CHI GATTO?
CHI LETTO?
TU! ALLORA AI CAGATO A LETTO"
Questa è un pò misera perchè oltre ad avere un h in più ed una in meno, non era proprio così perchè sarebbe stato : - Dì oca, Dì gatto, Dì letto. E  quindi: OCAGATTOLETTO
: - hai cagato a letto?

Un altra vignetta mostra una casa con il tetto normale a due falde che va in dentro in maniera assurda per fare spazio solo ad una canna fumaria, ed una automobile fatta a poltrona con i braccioli. A fianco c'è scritto "cosa non si fa x la moda". In quel momento avrò pensato ad un fine sarcarsmo come a dire che le persone sono capaci di abitare in una casa assurda od in una auto assurda solo perchè va di moda.

La vignetta in assoluto più bella e più rappresentativa che ho disegnato è pero la seguente:
Un uomo alto ed isolato è in piedi sopra una specie di podio e parla a gran voce e dall'alto, ad una moltitudine di persone, che potrebbero essere nove, una dozzina od anche più, tutte strette tra loro e racchiuse dentro ad un cubo che lo stanno a sentire.
Sopra c'è la frase con la quale si inizano i discorsi importanti, sia nelle funzioni religiose, sia nelle manifestazioni ufficiali:
: - SIAMO QUI RIUNITI ....
La cosa che fa ridere è che il cubo è stretto e c'è molto posto attorno, ma le persone sono come inscatolate dentro al cubo, mentre lui sta fuori su di un podio e dice appunto "siamo qui riuniti", ma loro sono più che uniti, sono compressi, mentre lui se ne sta lì in alto sui gradini.

Vari appunti

Sul quaderno mi appuntavo tutto: Quando avevo appuntamenti particolari (andare al cinema, la prima confessione, un appuntamento od una festa da amici, numeri di telefono) ma più che altro lo usavo come resoconto (il tal giorno ho avuto mal di denti e la febbre, il tal giorno sono andato a mangiare il gelato, il tal giorno mia sorella è partita per un viaggio, il mio amico si è innamorato di una mia compagna di classe, mia nonna è noiosa, eccetera.
Disegnavo figure astratte, pezzi di ferro, fiori, tramonti, goniometri, squadre, giochi per il tris, monete, qualche panino, un paio di volte delle tette, l'Italia, pensavo al carnevale, ai petardi da scoppiare sopratutto l'ultimo giorno dell'anno, ai film, ai supereroi tipo spider-man e Capitan Power, attaccavo figurine della Ferrari, del calcio e di Indiana Jones, probabilmente avevo anche gli album e quelle erano le doppie, ma non ricordo di avere mai finito una collezione, anche perchè una volta era più difficile e ci volevano più soldi e a me ne davano pochi (A dieci anni la mia paghetta era di 5000 lire a settimana a otto forse non ce l'avevo ), oppure più amici che la facevano: forse ne finii soltanto una.
Spesso davo un giudizio alla giornata: bella, da schifo, sfigata, troppi compiti eccetera.
C'era anche una bella pagina dove scrivevo "HO  DECISO DI FONDARE UN CLUB CON UN SIMBOLO E LO VEDRETE VICINO AL NON AMICO DI INDY".
Questa parte è abbastanza inquietante perchè il non amico di Indy, era l'antagonista di Indiana Jones vestito tutto di nero e stava appiccicato nella seconda pagina del quadernino, quindi avevo scritto "Simbolum", con un teschio con le ossa. Sopra al personaggio c'era però un Rombo diviso in quattro con dei raggi che emanava la parte superiore, a fianco c'era un altro simbolo, ed era la spirale.
Nell'altra paginetta, la prima, c'era la sagoma adesiva dalla quale era stato prelevato il personaggio, il simbolo questa volta, era una specie di occhio, con dentro sempre una specie di rombo (o piramide doppia), e con dentro al posto della pupilla una CACCA marrone.
Avevo anche scritto :- "PAROLA D'ORDINE NERO=BRUTTO" inteso come il colore nero ad esempio dei vestiti del cattivo o i colori scuri in generale (non a caso la moda anni 80 era piena di colore)


Raccomandazioni

" CHI - TORVERA' QUSTO - DIARIO SAPPIA AVERNE CURAQUI SOTTO C'E' UNA MAPPA E UN........ "

Segue una mappa con disegnate una piramide, una porta, un serpente, una fiamma, un orsetto, dell'uva, una scelta difficile da prendere ed infine un robot con le ruote e le antenne.
Credo che io sia stato influenzato anche dalle letture di Topolino, almeno il robot può essere qualcosa che c'entri.
Dopodichè, voltando pagina, ho disegnato una cassaforte ed una specie di diamante con una avvertenza "= POTERE ASSOLUTO MA ....." e quindi una freccia che rimanda ad un segnale stradale che è quello di pericolo generico.

In conclusione credo che il fatto di tenere una specie di diario mi facesse sentire molto figo, un avventuriero tipo il capitano kirk di Star Trek quando redige il diario di bordo, oppure come Cristoforo Colombo quando incontra i nativi americani, o come gli esploratori in Africa.
La vita per me era allora molto avventurosa e pericolosa. Eravamo molto diversi dai bambini di adesso, perchè vivevano in un mondo più comprensibile ma allo stesso tempo un pò magico dove le persone si davano meno confidenza e dove tutto si muoveva ad altri ritmi.
Meglio allora o meglio adesso? Non lo so. Ho compiuto otto anni una volta sola. Però adesso credo ci sia più conoscenza ma meno sogni.

venerdì 19 ottobre 2012

Chiavi di accesso al sito mese di Settembre 2012


1 - "Civiltà antiche senza moneta"  La forma più antica di commercio è sempre stata considerata il baratto, così mi pare di aver capito che molte civiltà erano già organizzate, avevano già i loro usi e costumi, le loro abilità nell'agricoltura, nel commercio, spesso anche la loro religione, senza però avere necessità di moneta. Così da quanto ricordo di avere letto, gli antichi Egizi dei periodi più lontani, non erano soliti usare moneta, così come anche gli antichi Etruschi. I Romani se ho capito bene, all'inizio usavano molto meno la moneta, poi si sono lasciati conquistare dal fascino del lusso orientale, dagli ori, dai gioielli eccetera, almeno questo lo scriveva Plinio nella sua storia naturale, lamentandosi che le persone erano cambiate e che il sistema numerico aveva dovuto essere ampliato appunto per tutti questi nuovi calcoli nell'uso di moneta e nei commerci.
Mi hanno regalato un libro del 2003 di Myrta Merlino sulla moneta con la preazione di Mario Draghi, l'ho appena sfogliato, ma all'inizio ricorda come Alessandro Magno incontrò nei territori dell'Asia, tante ricchezze ma poche monete coniate, e soprattutto pochi che usavano le sue monete, così siccome voleva che il suo volto ed il suo nome fossero impressi nel metallo per i tempi a venire, aprì un numero enorme di posti dove si coniano le monete, che oggi si chiamano zecche. L'importanza di essere su una moneta, o di metterci la faccia. Questo era del resto il meccanismo migliore per gestire il territorio perchè andava direttamente a stabilire la misura del valore della ricchezza.


2 - Gordon gekko l'amore è un invenzione.
Questa era la frase che diceva Michael Douglas in Wall street.
L'avidità per lui era il sentimento che portava l'uomo all'evoluzione. Avidità. Se lo confronto con la precedente chiave di accesso posso capire il suo punto di vista, nel senso che ad esempio per quante ragioni potesse avere Plinio, il fatto che a Roma non si facessero nemmeno i calcoli per grandezze che si avvicinavano al milione di unità, potrebbe indicare che in quel senso il commercio ha aperto la mente degli individui. Se non esistessero questi numeri ad esempio al giorno d'oggi si proverebbe un certo imbarazzo a calcolare quanti abitanti vivono su questo pianeta, dato che l'ordine di grandezza è quello di sette miliardi. Il concetto è però che non si sta parlando di avidità ma di precisione nel calcolo. L'amore è un invenzione è appunto il suo credo, perchè lui vede nell'avidità e nell'individualismo la chiave perchè l'umanità si evolva: più si è avidi, più si diventa acuti, più si è egoisti più si innalza anche il genere umano in generale. Il denaro è un fine e non più un mezzo di scambio, è un valore morale esso stesso e non più un indicatore di ricchezza. L'amore è quindi invenzione del romanticismo, è una semplice attrazione che preserva la specie, funzione dalla quale si può ottenere piacere. Wall street era un film chiave per capire le dinamiche della finanza, come per esempio il fatto che chi è vicino alle aziende è colui che conosce le informazioni importanti e guadagna, gli altri azionisti invece si spartiscono di solito le briciole. Anche Wall street 2 è un film interessante, si vedono i grandi banchieri che spiegano che in certe situazioni o si salva il sistema economico, oppure il casino derivante può essere tale che il mondo intero possa finire.

3 - "Considerazioni personali sull'energia e la sua importanza"
Ora, non è che mi sono dimenticato di trattare questo argomento, il punto è che esporre le proprie considerazioni sull'energia, è un pò come esporre le proprie considerazioni sulla materia, o sull'aria, o sulla acqua.
Tutto è energià: termica-geotermica, eolica, elettrica, idroelettrica, cinetica, elettrostatica, fotoelettrica, vibrazionale, tellurica, molecolare, atomica, gravitazionale, solare, astrale, elastica, elettromagnetica, radiale, muscolare, cellulare, vitale. E' sensata una politica energetica che non esageri con l'uso di elettricità se non serve

4 - "I resti di Betty Ong"
L'undici Settembre è stato portato avanti con la connivenza di alte cariche degli Stati Uniti, non so in che misura siano direttamente responsabili, ma credo che il movente fosse in effetti intraprendere  una guerra per una nuova forma di imperialismo, esportare la cossidetta democrazia, conquistare territori e ricchezze, ed evitare la terza guerra mondiale che potrebbe verificarsi con i musulmani se vengono portati avanti alcuni presunti vecchi piani che circolavano su internet.
Naturalmente questa non è affatto la versione ufficiale, dove un gruppo di fondamentalisti Islamici di nome Al Qaeda, con a Capo un amico di famiglia di Bush, ha deciso fare saltare le torri gemelle, il pentagono, e dirottare un altro aereo contro il più potente stato al mondo per dare una lezione all'occidente, già che c'era è caduto anche un grattacielo lì vicino senza essere colpito, e già che c'erano gli Americani hanno anche attaccato l'Iraq, per stare sicuri. Non so, questi hanno fatto un report.

venerdì 5 ottobre 2012

Perchè mi piace la lingua Italiana ma non mi piace Dante Alighieri

Dante Alighieri è considerato il sommo poeta della lingua Italiana. Si pensa che la lingua italiana sia derivata dal dialetto toscano, od illustre dialetto fiorentino, perchè nei secoli si è deciso di preferire la lingua parlata da Dante, Petrarca e Boccaccio, ad altre forme diciamo di "volgare italiano", come quelle parlate più a Nord o più a Sud, che avevano comunque una loro produzione letteraria.
In particolare i poeti alla corte di Federico II ed il dolce stil novo vennero soppiantati dalla lingua usata poi dalla accademia della Crusca.
Questo lo prendo come dato di fatto, e comunque quel volgare italiano non era poi tanto volgare italiano, nel senso che il popolo d'Italia nella sua totalità aveva idiomi molto più eterogenei, e quella lingua non era usata realmente dal volgo ovvero dal popolo, di tutte le regioni, come in regioni del Nord Italia che avevano un linguaggio, ovvero un dialetto, dove il substrato celtico era più presente, o come la Sardegna, che era rimasta più legata al Latino.
Così io non ho compreso appieno tutte le dinamiche mediante le quali si è affermata la lingua italiana, ma immagino che nel rinascimento, menti illuminate, abbiano puntato tutto sulla produzione dei testi in quell'Italiano derivato dall'illustre dialetto Fiorentino, essendo stata probabilmente Firenze il maggior splendore d'Italia in quegli anni. Questo processo di assimilazione della lingua ha in realtà richiesto diversi secoli, difatti fino alla fine dell'ottocento, oltre ad esserci un tasso di analfabetismo significativo, la maggior parte della popolazione Italiana era legata più a dialetti locali, situazione che si protrasse fino all'inizio del '900. Fu infatti dal secolo scorso che la lingua Italiana come la si conosce si diffuse davvero al popolo Italiano nella sua totalità, prima era una lingua più per letterati, studiosi e borghesi o comunque per persone che avevano a che fare di sovente con le istituzioni e la Chiesa. Quando si studia adesso l'Italiano a scuola si è portati a credere che spontaneamente le persone abbiano scelto di parlare l'Italiano che "si impose" e venne giudicato più utile delle altre lingue. Ma quel "si impose" sembrerebbe quasi testimoniare un autonoma volontà di un linguaggio scritto, che in realtà non esiste, per quanto esso possa essere affascinante. Sono le persone che scelgono quale lingua parlare, e non la lingua stessa che sceglie che le persone la parlino.
Quindi "si impose" o non è in realtà riferito all'Italiano, ma è riferito ad un gruppo di persone fautori della lingua, e sarebbe più corretto da parte loro dire "lo si impose", oppure attribuisce ad una lingua, una volontà che è mendace per quanto essa possa risultare affascinante, ricca, potente, e precisa. Una lingua non ha la facoltà di imporsi, un gusto musicale non ha la facoltà di imporsi, una moda di abbigliamento non ha essa stessa la facoltà di imporsi.
Perchè è la volontà delle persone che lascia affiorire il gusto e la decisione della scelta. Si può dire altre volte per converso che è la mancanza di volontà che le porta ad aderire ad alcune mode ed a prendere alcune decisioni.
Quindi vi era una forte e diffusa volontà che spingeva verso l'introduzione della lingua derivata dal volgare toscano, e debbo dire che io non sto criticando questa volontà, che probabilente era condivisa da molte persone dentro ai circoli letterari, ed aveva probabilmente ottimi propositi, sto criticando il fatto che l'assimiliazione della lingua Italiana al popolo Italiano sia fatta passare come qualcosa di spontaneo o anche solo di democratico, quando se così fosse stato non ci sarebbe voluto tanto tempo, e quando molte persone che avevano ad esempio problemi legali dovevano lasciare parlare studiosi di legge, che sapevano l'Italiano corretto che loro non sapevano.
Un'altra considerazione da fare è ad esempio quanto avvenne dopo, durante il fascismo. Il Fascismo fece della preservazione della lingua Italiana un impegno concreto, del resto era da poco tempo diffusa su scala nazionale la lingua, ed il fascismo volle consolidare l'importanza dell'Italiano multando tra l'altro chiunque cercasse di usare nomi esotici o stranieri, ad esempio nelle attività pubbliche. Questo per capire che in realtà la volontà popolare avrebbe potuto già da molti decenni essere molto più contaminata da Francesismi, Inglesismi, e termini di altre lingue, questo per capire quindi che la volontà popolare si è scontrata con la volontà istituzionale, come del resto avviene ancora oggi ma in maniera meno palese; ora le istituzioni non multano chi usa tremini stranieri, ma si premia chi conserva la lingua italiana e si cerca di non premiare chi nel linguaggio è troppo esterofilo. Quindici anni fa questo era meno presente soprattutto nei confronti dell'Inglese, perchè la volontà che segue la lingua inglese era molto potente. Ora c'è stato un ritorno alla difesa della lingua, io credo sia per un giusto orgoglio nazionale in vista della non rassicurante globalizzazione che non è chiaro poi come sarà gestita e secondo quali principi ed intenzioni, sia perchè l'attuale linguaggio usato dalle persone Inglesi è un pò brutto, almeno quello parlato.
Già Orwell faceva notare come la lingua inglese fosse molto dinamica e cambiasse significativamente nel giro di pochi anni. Oggi ciò è anche più vero, soltanto che pur essendo un ritmo di parlata più cerebrale e che io capisco (perchè se la tua mente viaggia a mille e tu parli ai due all'ora può risultare frustrante per chi non è abituato), diventa un pò troppo ostico per chi non segue il discorso, e risulta anche meno espressivo in termini emozionali.

Quindi, con tutto questo preambolo volevo soltanto dire che per quanto mi piaccia la lingua Italiana, non è che Dante fu un poeta così affascinanate da convincere la maggior parte del popolo d'Italia a parlare come parlava lui, stesso discorso per Boccaccio e Petrarca. Nemmeno i Fiorentini per quanto abbiano prodotto eccellenze indiscusse, hanno convinto direttamente la maggior parte degli Italiani a parlare in modo simile al loro in maniera spontanea, cio è accaduto perchè sono stati portati a farlo, altrimenti non si capisce perchè i dialetti sarebbero resistiti per tanto tempo pur non essendo lingua istituzionale; quindi ai fini di qualsiasi studio,  di rapporti di lavoro e con le istituzioni, inutile. 
  
Voglio precisare che però l'Italiano a me piace molto. Mi piace perchè è una lingua ricca di potenzialità.
Non sono sicuro ma credo che l'avere così tante forme verbali possa in determinati casi portare ad alcune ambiguità, ma se una persona vuole, può comunque essere precisa abbastanza da non permettere ambiguità, mentre con altre lingue non è possibile.
Penso all'Inglese dove ad esempio i sostantivi sono neutri. Ora il carattere sessuale, è presente, che piaccia o meno. C'è chi pensa sia più giusto pensare in maniera asessuale, perchè crede che i concetti più alti siano sia maschili sia femminili, e qua si aprirebbe una parentesi ampissima che passa da concetti di pura logica, attraverso idee Rosacrociane, le manie di Eliogabalo, quel Papa che prima di morire disse che Dio è anche donna fino ad arrivare a concetti angelici.
Ora, io sono sostanzialmente ignorante, ma da come sono cresciuto credo che questa differenza tra uomo e donna sia naturale, filogeneticamente parlando sensata, e anche da un punto di vista culturale porti ad una maggiore elaborazione e conoscenza del mondo, in maniera che chi si prende cura della vita dal suo concepimento e nei suoi primi anni dovrebbe avere un approccio della vita più mirato al dettaglio e alla sicurezza, mentre chi si occupa di portare avanti la specie, alcuni artefatti culturali, e sperimenti strade più incerte, sia più tranquillo nei confronti della morte e nel confrontarsi verso concetti più misteriosi e credo si possa quindi dire, pericolosi.
Ma al di là di tutto ciò, al di là di come qualcuno la possa pensare, rimane il fatto che il cazzo va all'infuori e la gnocca va all'indentro e questi sono caratteri materialmente riscontrabili, quindi un linguaggio che offre una descrizione in più, che discerne qualcosa in più, e che è più preciso, sarà un linguaggio con qualcosa in più di un'altro che questa possibilità non ce l'ha.
Sono certo che qualcuno che leggerà dirà che alcuni termini oltre ad essere superflui sono dannosi, così come ad esempio terminologie relative alla frenologia oppure legate alle razze umane, dato che adesso è in voga dire che dopo tutto le razze umane non esistono. Così per alcuni sarà in futuro dannoso che esistano termini femminili e maschili perchè non sarà utile ragionare in questo modo al pari del non essere utile dividere le razze umane in razze e sottocategorie. Per quanto neanche io ritenga sensato focalizzarsi sulle diversità razziali, posso solo argomentare che fino a quando avrà senso la differenza tra termini come fossa e montagna oppure tra acqua e contenitore, io riterrò che avrà senso la differenza tra uomo e donna. Qualora, e non so in quale modo o dimensione, questi termini dovessero perdere di significato, immagino che anche io perderei per lo più di significato.

L'Italiano è poi una lingua ricca di termini che ha assimilato da altre culture mantenendone rintracciabile l'etimologia e non soppiantando tutti i termini precedenti senza lasciare traccia del passato cosa che invece potrebbero avere fatto in maggiore misura altri idiomi come il tedesco.

Ma passiamo adesso a Dante, che secondo alcuni personaggi, divenuti famosi soprattutto al giorno d'oggi, farebbe parte di una setta di persone che si sono tramandate le conoscenze templari, e avesse conoscenze più esoteriche di quanto non si studi a scuola, anche queste trasmutate, passatemi il termine, da filoni massonici e rosacrociani.
Dante come poteva arrogarsi il diritto di sapere chi stava all'inferno, chi in paradiso e chi in purgatorio? E' davvero stato lui in questi luoghi? E se ciò fosse vero come mai la sua commedia si discosta dalla dottrina cattolica senza spiegare quale sarebbe la vera dottrina? Ha davvero usato un sistema simbologico nella stesura della commedia, accessibile ad iniziati?
Tutto ciò no mi è dato saperlo con certezza, ciò che so è che io posso valutare il testo in base a ciò che dice.
 -A quanto si può leggere, Dante manda Ulisse all'inferno, non tanto in quanto maestro d'inganni come l'Odissea lo dipinge, ma in quanto superbo a tal punto dal condurre verso l'ignoto, e quindi alla morte, i suoi compagni.
 - Mastro Adamo sta all'inferno per avere alterato la purezza del fiorino, ma è morto sul rogo, e poi mi sa che già c'era il corso forzoso solo che li stampava per i Guidi di Romena e non per Firenze.
- Dante chiama Satana Lucifero o Belzebù ma non mi è chiaro perchè Lucifero che vuol dire portatore di luce debba essere il capo dell'inferno nè perchè debba essere brutto e con tre teste
- Poi anche il resto della commedia è piena di contraddizioni, e non si capisce perchè ci sia anche un girone del purgatorio per l'eccessiva prodigalità.
L'unica cosa che davvero mi piace è la fine.

Sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.


  

martedì 2 ottobre 2012

Racconto fantascientifico

Era il signore del mondo.

Il suo cuore pulsava ad una lentezza imbarazzante. Lo sguardo imperturbabile non poteva essere affrontato, e chi si illudeva di affrontarlo era in realtà già da lui soggiogato.
Il colore degli occhi era indefinibile: non si poteva nemmeno dire se fossero chiari o scuri, perchè era come energia che si alterna nelle varie tonalità, dal nero al bianco, con una frequenza per la quale non si percepisce nemmeno quando è nero, quando è azzurro, o quando è bianco.
La bocca poteva essere una fessura scolpita in una roccia di marmo bianco, ed il naso era un perfetto triangolo rettangolo e poteva essere il naso di un manichino dei centri commerciali.
La pelle era tirata, egli emetteva una energia non forte ma costante, eppure comunicava chiaramente la sensazione che avrebbe potuto accrescere il suo magnetismo e la sua reattività di migliaia di volte.
I movimenti erano sicuri ma graziosi e nient'affatto ingombranti, nonostante ciò evocavano una specie di implicito rispetto, che non veniva tradotto in una maggiore distanza personale in termini materiali, ma una distanza in termini spirituali da dover rispettare.
I capelli erano quasi assenti, ma non aveva la testa lucida e nemmeno sembrava calvo, era una pelle opaca e leggermente maculata, e nel complesso sembrava che fosse quasi ovvio che non dovevano esserci capelli. L'età era indefinibile. 50, 100 o forse più anni. Chi poteva dirlo? Certo dalla sicurezza con la quale si muoveva avrebbe potuto averne anche 2000 o più di 6000; sembrava un tutt'uno con ciò che lo circondava, anzi ciò che lo circondava poteva sembrare una sua emanazione.
La voce non era nè eccessivamente bassa nè eccessivamente alta, eppure aveva un ritmo non lineare, deciso, persuasivo ma con una distorsione che all'orecchio umano non era facilmente concepibile : era come se fosse presente una specie di eco che risuonava producendo una dilatazione, dilatazione che non era nel tempo ma in qualcos'altro, era una dilatazione del suono che andava ad interessare direttamente le proprietà submolecolari della materia che incontrava.

Là se ne stava. A sedere in quella specie di base sotterranea avvolto da un aurea di dolcezza stordente che disorientava chiunque entrasse al suo cospetto.
E là era convinto di essere il re del mondo. Guardava i suoi monitor quadridimensionali dove poteva vedere tutto quanto accade sulla terra.
Riusciva a vedere trenta o quaranta monitor alla volta, e non uno a fianco alla all'altro, ma uno dietro all'altro, perchè lui vedeva ad una definizione che andava oltre la materia visibile, ed oltre ai trilioni di pixel. Così sovrapporre decine di immagini non siginificava vedere soltanto la più nitida, ma bensì vederle e distinguerle tutte contemporaneamente l'una dietro all'altra. In aggiunta a ciò lui poteva vedere ciò che sarebbe accaduto in anticipo. Questa tecnologia era come quella teorizzata da alcuni scienziati, mettere una specie di telescopio/telecamera a miliardi di kilometri di distanza, e trasmettere il segnale con segnali che oltrepassino la velocità della luce. Così poteva guardare il mondo come un filmato di Youtube, solo che lui poteva mettere avanti per vedere cosa sarebbe successo dopo. Naturalmente poteva vedere anche dentro alle case, e non attraverso infrarossi, ma poteva connettersi ad ogni essere vivente che avesse una attività neurale sufficientemente potente da elaborare immagini in tre dimensioni poichè ormai aveva il pieno controllo delle onde elettromagnetiche che viaggiavano sul pianeta eccezion fatta per alcuni inconvenienti che rappresentavano una netta minoranza dei casi. Poteva altresì entrare nei sogni degli individui, e carprirne i segreti, od influenzarli direttamente. Così aveva i suoi uomini di fiducia che molto spesso lavoravano per lui in maniera quasi inconsapevole, sapevano di essere guidati da una forza misteriosa, ma non afferravano che cosa fosse: era qualcosa che li spronava ad agire, e che spesso garantiva loro soddisfazioni.
Ci fù un tempo in cui vagava per lo spazio assieme ad altri, ma ora il suo posto era là, doveva solo aspettare di vincere la partita. Se una volta rotti tutti i sigilli, fosse riuscito davvero a vincere, suo babbo gli avrebbe lasciato fare, avrebbe riassorbito quella parte di creato e sferrato l'attacco ai vicini. Almeno di ciò era convinto.


mercoledì 26 settembre 2012

Spazio e tempo

Mi sono ritrovato in mano "Il giornale" che acquista mia madre con una pagina evidentemente acquistata da tale Sig. Giordano Serafin che si intitolava "Proposta di una nuova metrica dello spazio-tempo).
Ora, premetto che io sono ignorante in materia sia di fisica Einsteiniana sia di fisica quantistica, però ho notato che la prima parte del suo trattato riporta considerazioni sul quale anche io mi sono soffermato più volte.
La relatività del tempo mi ha sempre stupito, ed ho sempre intuito che il comportamento ed il ritmo di vita di una persona è influenzato dalla sua propriocezione che è correlata ai suoi pensieri ed alla sua propensione verso un evento od un oggetto od altre persone.
Mi spiego meglio: se passi il tempo a ragionare sopra i massimi sistemi per afferrare quei concetti, se ci vuoi ragionare sopra e se non già li conosci o non vuoi prendere acriticamente per buoni i postulati canonici, è necessario dilatare la propria percezione del tempo.
Questo perchè ogni concetto per essere veramente elaborato, metabolizzato ed interiorizzato, credo abbia bisogno di un certo quantitativo di immedesimazione. Così uno può più velocemente apprendere qualcosa di pratico rispetto a qualcosa di teorico, a meno che la teoria non rispecchi perfettamente la sua essenza (la sua forma mentis, il suo carattere, la sua visione del mondo), oppure, a meno che uno non riesca ad immedesimarsi nell'autore di quella teoria attraverso una loro empatia.
Mi pare di ricordare che anche gli antichi Greci considerassero importante immedesimarsi negli attori delle tragedie il più possibile, poichè anche se in parte ciò significava lasciarsi vincere, era il modo migliore per apprendere.
Naturalmente chi è più sensibile è più facilmente in grado di comprendere altri stati d'animo ed altri concetti, ma allo stesso modo può essere più vulnerabile nei loro confronti e più facilmente ingannabile se non ha idee chiare su come vivere la sua vita, o per citare una canzone di Battiato, se non ha un suo "centro di gravità permanente"
Tornando però al concetto di percezione del tempo, io credo che allo stesso modo in cui per interiorizzare alcuni concetti sia necessario dilatare la propria percezione del tempo, sia necessario restringerla per seguire ed apprendere altri concetti quali possono essere lavori dove i dettagli hanno molta importanza, quali ad esempio l'orafo od il gemmologo od il ricercatore che studia i virus, o semplicemente la commessa che lavora all'autogrill e che deve servire 2000 caffè in un giorno senza ribaltarli.
Per l'uomo naturalmente vi sono altre decine di variabili in gioco che influenzano il suo comportamento (cosa crede giusto, quanto è coerente con ciò che crede giusto, come si pone verso gli altri, quanto è estroverso e come valuta gli spazi personali, l'empatia e l'amore, da chi viene fisicamente attratto, cosa gli piace, di cosa ha paura, fino a cosa lo ossessiona) Credo però che se uno potesse estrapolare la sola variabile "percezione del tempo" si renderebbe conto che a seconda della impostazione mentale di ciò che uno vuole fare, di conseguenza i suoi movimenti si modificherebbero, fino ad arrivare ad alterare il respiro, il tono della voce, i battiti cardiaci ed anche i processi di rinnovamento cellulare.
Ora, io non posso dare alcun contributo di natura scientifica alle teorie di Giordano Serafin, magari posso dirgli che i siti web non debbono per forza passare su Google, ma è sufficiente che si scrivano nella barra degli indirizzi, perchè Google è un motore di ricerca che serve a trovare appunto i siti web, ma se lui ha già l'indirizzo, non ha senso passare per Google, o per qualsiasi altro motore di ricerca, ma questa è una sciocchezza, che semplicemente mi fa capire che lui non sia pratico di informatica.
Per il resto credo di condividere con lui alcuni concetti, non so, ma mi pare che quello che lui pone al centro della sua teoria rivoluzionaria sia una condizione di discontinuità dello spazio e del tempo, soprattutto per i fenomeni che riguardano la natura microscopica. Bene credo che questa sua concezione assomigli a quanto mi pare di avere capito a quello che viene chiamato effetto Tunnel, ma qua mi fermo perchè si entra in un campo che io non posso trattare non avendo le basi.
C'è però un concetto che mi preme esporre. Nella sua esposizione si parla del medioevo come di un periodo dove il tempo non veniva calcolato nelle sue frazioni, e si investe Galileo del ruolo di scopritore degli intervalli di tempo brevi, tuttavia tutto quanto riguarda l'antichità e le clessidre non viene menzionato, ed io credo che valutare queste dinamiche possa essere molto più immediatamente utile rispetto al pendolo di Galileo.
Se una goccia cade lentamente da una foglia, si nota che c'è un gioco di forze tra la sua integrità che io chiamerei molecolare e la forza di gravità che la attira verso il basso, perciò a volte non cade progressivamente, ma c'è una specie di ritorno verso l'alto e quindi verso il basso, che chi studia le proprietà dei liquidi immagino conosca bene.
Se noi consideriamo una clessidra, o meglio un orologio ad acqua dell'antichità, come del resto l'etimologia del termine suggerisce, con un foro estremamente stretto che perciò misuri il tempo con il cadere delle goccie, ci troverremo ad avere una somma di secondi trascorsi che risulta dal gioco di forze che si reitera ogni volta che la forza molecolare della goccia ed eventuali interazioni con il contenitore, combattono contro alla forza di gravità del nostro pianeta, finendo per cedere ogni volta a quest'ultima. Ma l'unità di misura convenzionale che viene fissata per il trascorrere di un secondo è relazionata ad una gravità del pianeta terra che resta costante senza in realtà avere alcuna costante naturale, essendo la forza di gravità che esercitano gli altri astri dinamica ed essendo in misura infinitesimale, probabilmente anche la forza di gravità del nostro stesso pianeta variabile.
Ora, nel caso in cui le forze gravitazionali e molecolari in gioco siano in una situazione di quasi equilibrio immagino sia sufficiente una influenza minima, anche di un astro lontano senza stare a scomodare la Luna, per potere portare la situazione a vantaggio di una delle due forze (credo possa applicarsi anche alla goccia contro la gravità del pianeta).
Io credo che più che per una naturale discontinuità tra lo spazio ed il tempo diciamo intrinseca nella natura fenomenica, certi fenomeni possano avvenire in virtù di allineamenti di forze cosmiche od a causa di forze elettromagnetiche artificialmente (da uomo o macchina) indotte poichè questa discontinuità se fosse una proprietà basilare della materia mi porterebbe a non concepire l'esistenza stessa della materia.