Mi fanno molto ridere le coppie di comici.
Non sarò il primo a notarlo ma ho sempre riflettuto su come in tutte queste coppie ci sia sempre una costante: uno dei due è sempre il tipo che rompe gli schemi, quello più anomalo, mentre l'altro è quello che seppur simpatico, normalizza la scena.
Ficarra è quello più matto, mentre Picone stabilizza.
Luca con la sua parlantina crea un pò di situazioni strane, mentre Paolo (che in realtà sembrerebbe il più istrionico) riporta le cose alla normalità.
- In Ale e Franz quello più magro è quello che fa l'idiota mentre l'altro lo riprende, anche se effettivamente quello più pazzoide sembrerebbe il secondo.
- In Stannlio ed Ollio, ugualmente ad Ale e Franz, Ollio fa l'idiota mentre l'altro lo riprende, anche se alla fine è sempre Ollio quello più sfortunato.
- Greggio è quello più reattivo e petulante, sia che la coppia la formi con Gianfranco D'Angelo, sia che la formi con Iacchetti;
- nei film di Bud Spencer e Terence Hill, il secondo è quello che immancabilmente deve creare del casino mentre Bud è quello che rimane sempre e comunque tranquillo ed impassibile
- Con Villaggio e Pozzetto mi pare la teoria si riconfermi
- Con Totò e Peppino idem
- Stessa cosa per Bonolis e Laurenti
- Franco Franchi era sempre dietro a fare tutte quelle facce e quei versi assurdi e Ciccio Ingrassia con la sua finezza di modi ne esaltava la comicità
- Boldi e de Sica seguono la falsa riga, il primo è quello più buffo ma coerente mentre il secondo è quello più impostato ma che finisce sempre per combinare casini
- Anche nei fichi d'India si può notare come quello con la testa ammaccata (Bruno) sia equilibrato da quello basso (Max).
Non voglio, ne potrei permettermi, di semplificare troppo le cose: quelli citati sono artisti con tanto di cappello e varie sfumature.
Mi pare però sia sempre possibile individuare questo binomio ORDINE - CAOS, dove se qualcuno rompe gli schemi deve essere riportato subito a livello della normalità da qull'altro, perchè altrimenti non fa più ridere, altrimenti diventa assurdo e basta.
martedì 30 ottobre 2007
lunedì 29 ottobre 2007
Halloween ed i Celti
Partiamo dall'inizio: per i Greci le popolazioni stanziate nell'Europa occidentale e a nord della Grecia, avevano un identità di base unica, essi erano convinti che avessero un linguaggio ed usi e costumi sovrapponibili: li chiamarono Celti.
I Celti vennero chiamati anche "Galati"; dapprima Galati erano soltanto i Celti provenienti da una zona precisa, poi da quanto ho capito io ci fu un po' di confusione tra chi fossero i Galati e chi i Celti, tant'è che dai testi degli stessi Greci non risulta molto chiara la loro differenza.
In seguito i Romani indicarono col nome di Galli, i Celti della regione Gallia, pur sapendo che si trattavano sempre di Celti e che avevano una precisa cultura che si tramandava oralmente.
Per l'idea che comunque mi sono fatto io, i Celti antichi erano una popolazione legata ad un misticismo naturale, avevano una cultura elitaria affidata nelle mani di druidi abili nelle conoscenze astrali e abituati a far rimanere la gente comune all'oscuro delle loro conoscenze. La cultura celtica era più complessa di quello che crediamo (almeno di quello che io credevo), credo che essendo stata diffusa in una così vasta parte d'Europa, avesse raggiunto livelli di conoscenza molto più ampi di quelli che sono pervenuti ai nostri giorni. Stonehenge è probabilmente (malgrado alcune smentite non si capisce cosa altro potrebbe essere) una testimonianza di quella conoscenza dei Druidi che non è riuscita ad arrivare ai giorni nostri, vuoi perchè con tutto sto alone di mistero non siano riusciti a creare un alfabeto decente ed a trasmetterla, vuoi perchè il dominio romano e la Crisitanizzazione tentarono di cancellare tuttò ciò che derivava da questa cultura pagana.
Lo stesso Halloween è una festa pagana di origine Celtica, dove con la fine dell'estate si festeggiava lo Samhain. Questa festa era la più importante dell'anno, si preparavano le scorte per l'inverno, si riparava il bestiame dal freddo, ed i druidi accendevano un falò sacro. In questo periodo pare che gli spiriti dell'aldilà potessero entrare in contatto con i vivi, così come si potessero facilmente manifestare fate ed elfi; era come se fosse un giorno al di fuori del tempo.
La chiesa, per togliere importanza a questa festa pagana, spostò la data della celebrazione dei santi il primo di novembre, mentre più recentemente quella per la commemorazione dei morti al giorno successivo.
Dei culti celtici se ne sono dette diverse: abilità magiche, sacrifici umani, orge collettive all'interno dei clan, collezione dei teschi umani, affratellamento mediante patti di sangue ed altro ancora...
Una cosa abbastanza certa è che avessero una concezione molto alta della natura e che dessero molta importanza alle ripetizioni cicliche del mondo. Pare che fossero convinti nell'immortalità dell'anima e che (come Buddisti, Induisti, Giainisti ed anche Pitagora) considerassero le anime destinate a reincarnarsi in altri corpi.
In epoche più recenti la cultura delle popolazioni celtiche e dei druidi è stata ampiamente riesplorata: sono sorti movimenti neo pagani quali il Celtismo, drudismo, Wicca, New age, che hanno conquistato il mondo occidentale con una crescita consistente, grazie alla semplicità dei loro principi mischiata al fascino del mistero che avvolge i loro riti.
La famosa croce Celtica, venne invece usata da partiti di estrema destra Francesi e Tedeschi, come ideale di razza ariana. Questa trovata piacque tanto ad Hitler, che finì poi per allearsi con il popolo più mescolato al mondo (noi Italiani).
Termino il post ricordando a chi non lo sapesse che anche l'albero di Natale deriva da un abitudine Celtica, così come i nomi di diverse città d'Europa tra le quali Milano, Londra, Parigi e Vienna provengono dal loro misterioso linguaggio.
Non vi spaventate però.
I Celti vennero chiamati anche "Galati"; dapprima Galati erano soltanto i Celti provenienti da una zona precisa, poi da quanto ho capito io ci fu un po' di confusione tra chi fossero i Galati e chi i Celti, tant'è che dai testi degli stessi Greci non risulta molto chiara la loro differenza.
In seguito i Romani indicarono col nome di Galli, i Celti della regione Gallia, pur sapendo che si trattavano sempre di Celti e che avevano una precisa cultura che si tramandava oralmente.
Per l'idea che comunque mi sono fatto io, i Celti antichi erano una popolazione legata ad un misticismo naturale, avevano una cultura elitaria affidata nelle mani di druidi abili nelle conoscenze astrali e abituati a far rimanere la gente comune all'oscuro delle loro conoscenze. La cultura celtica era più complessa di quello che crediamo (almeno di quello che io credevo), credo che essendo stata diffusa in una così vasta parte d'Europa, avesse raggiunto livelli di conoscenza molto più ampi di quelli che sono pervenuti ai nostri giorni. Stonehenge è probabilmente (malgrado alcune smentite non si capisce cosa altro potrebbe essere) una testimonianza di quella conoscenza dei Druidi che non è riuscita ad arrivare ai giorni nostri, vuoi perchè con tutto sto alone di mistero non siano riusciti a creare un alfabeto decente ed a trasmetterla, vuoi perchè il dominio romano e la Crisitanizzazione tentarono di cancellare tuttò ciò che derivava da questa cultura pagana.
Lo stesso Halloween è una festa pagana di origine Celtica, dove con la fine dell'estate si festeggiava lo Samhain. Questa festa era la più importante dell'anno, si preparavano le scorte per l'inverno, si riparava il bestiame dal freddo, ed i druidi accendevano un falò sacro. In questo periodo pare che gli spiriti dell'aldilà potessero entrare in contatto con i vivi, così come si potessero facilmente manifestare fate ed elfi; era come se fosse un giorno al di fuori del tempo.
La chiesa, per togliere importanza a questa festa pagana, spostò la data della celebrazione dei santi il primo di novembre, mentre più recentemente quella per la commemorazione dei morti al giorno successivo.
Dei culti celtici se ne sono dette diverse: abilità magiche, sacrifici umani, orge collettive all'interno dei clan, collezione dei teschi umani, affratellamento mediante patti di sangue ed altro ancora...
Una cosa abbastanza certa è che avessero una concezione molto alta della natura e che dessero molta importanza alle ripetizioni cicliche del mondo. Pare che fossero convinti nell'immortalità dell'anima e che (come Buddisti, Induisti, Giainisti ed anche Pitagora) considerassero le anime destinate a reincarnarsi in altri corpi.
In epoche più recenti la cultura delle popolazioni celtiche e dei druidi è stata ampiamente riesplorata: sono sorti movimenti neo pagani quali il Celtismo, drudismo, Wicca, New age, che hanno conquistato il mondo occidentale con una crescita consistente, grazie alla semplicità dei loro principi mischiata al fascino del mistero che avvolge i loro riti.
La famosa croce Celtica, venne invece usata da partiti di estrema destra Francesi e Tedeschi, come ideale di razza ariana. Questa trovata piacque tanto ad Hitler, che finì poi per allearsi con il popolo più mescolato al mondo (noi Italiani).
Termino il post ricordando a chi non lo sapesse che anche l'albero di Natale deriva da un abitudine Celtica, così come i nomi di diverse città d'Europa tra le quali Milano, Londra, Parigi e Vienna provengono dal loro misterioso linguaggio.
Non vi spaventate però.
venerdì 26 ottobre 2007
PROGRAMMI DI (D)ISTRUZIONE MINISTERIALI
Nei giorni scorsi c'era stata una polemica dei ragazzi delle superiori per le riforme del ministro Fioroni; se ho ben capito ha introdotto corsi di recupero durante l'anno scolastico per gli studenti che non ottengono la sufficienza e deciso di rimandare a Settembre chi non è sufficiente in una materia. Forse sono d'accordo ma non è questo il punto.
Partiamo dall'inizio: spesso, nei programmi di governo, si tralascia l'importanza della scuola. In pratica la scuola dovrebbe essere l'anima di una cultura, mentre per me (forse più per colpa mia di per come era organizzata) è stata un luogo dove ero obbligato ad andare controvoglia, dove mi insegnavano cose spesso fuori dal mondo, dove le preoccupazioni dei primi anni erano più spesso rivolte ad essere ben visto dalle ragazzine e dagli altri e non passare per sfigato col rischio di prendere le botte.
Io non sarò stato un alunno troppo diligente, ma mi pare chiaro che la funzione principale della scuola di oggigiorno è omologare ed uniformare. Non nascondiamoci dietro ad un dito: a scuola ti ci mettono prima di tutto così impari a stare seduto tutta la mattina senza rompere le scatole, impari la disciplina ed a sottometterti alle autorità, impari a stare con i tuoi coetanei e lontano dai genitori che magari devono lavorare, impari ad entrare in contatto con le questioni di vestirsi in modo decente, di curare l'igiene personale, di capire che al mondo non ci sei solo tu.
Questo punto è oramai fuori discussione, ricordo che alle medie alcuni professori si lasciavano scappar detto che ormai si bocciava solo per comportamento e che anche nel caso di un alunno proprio idiota bastava dargli la maestra di sostegno e veniva promosso.
Non per niente si parla di obbligo d'istruzione più che di diritto.
Qualcuno potrebbe obbiettare che la cultura è fondamentale, che è per il bene futuro degli studenti e che alcune famiglie potrebbero nuocere al figlio impedendogli di andare a scuola.
Posso capire. A questo punto però, mi chiedo se non sarebbe meglio investire molti più soldi sulla scuola (ciò potrebbe portare anche più lavoro e fare girare più l'economia) e fare sì che non sia concepita come luogo d'istruzione dove stai con la testa davanti ad un computer o davanti ad un libro e basta, ma come una vera e propria scuola di vita, dove per quelle quattro o cinque ore non sei costretto ad imparare così tante cose teoriche ma piuttosto ad autodisciplinarti e capire come gira il mondo.
L'abitudine stupida di molti professori (che andrebbero più selezionati e molto più pagati) è quella di sobbarcare di lavoro, così l'alunno si sente sempre un po' incapace e può essere sempre ripreso perché non è abbastanza preparato, questo è osceno, è meglio darne meno e impuntarsi di più sulla disciplina.
Se proprio vedi che qualcuno ha sete di conoscenza, limitati ad esercizi facoltativi.
Io porca miseria sfogliando un mio libro di quinta elementare posso trovare la fusione nucleare spiegata abbastanza nei dettagli o addirittura la citosina e la timina del DNA, se dovessi dire tutte le cose che sono sul mio libro di storia delle medie non le saprei assolutamente neanche adesso, anzi probabilmente i "secchioni" (che in tutti i miei anni di scuola fatta eccezione per l'università, erano sempre donne) non ne saprebbero di più, perché se le imparavano a memoria, senza averne un reale interesse.
Non sarebbe più sensato lasciare alzare più spesso la testa dai libri, con iniziative premianti e utili alla formazione della persona? Non è il caso di incrementare la disciplina ed allo stesso tempo iniziare a pensare a visite alle fattorie didattiche, a passeggiate organizzate per i centri storici o a maggiori visite alle aziende di produzione?
Partiamo dall'inizio: spesso, nei programmi di governo, si tralascia l'importanza della scuola. In pratica la scuola dovrebbe essere l'anima di una cultura, mentre per me (forse più per colpa mia di per come era organizzata) è stata un luogo dove ero obbligato ad andare controvoglia, dove mi insegnavano cose spesso fuori dal mondo, dove le preoccupazioni dei primi anni erano più spesso rivolte ad essere ben visto dalle ragazzine e dagli altri e non passare per sfigato col rischio di prendere le botte.
Io non sarò stato un alunno troppo diligente, ma mi pare chiaro che la funzione principale della scuola di oggigiorno è omologare ed uniformare. Non nascondiamoci dietro ad un dito: a scuola ti ci mettono prima di tutto così impari a stare seduto tutta la mattina senza rompere le scatole, impari la disciplina ed a sottometterti alle autorità, impari a stare con i tuoi coetanei e lontano dai genitori che magari devono lavorare, impari ad entrare in contatto con le questioni di vestirsi in modo decente, di curare l'igiene personale, di capire che al mondo non ci sei solo tu.
Questo punto è oramai fuori discussione, ricordo che alle medie alcuni professori si lasciavano scappar detto che ormai si bocciava solo per comportamento e che anche nel caso di un alunno proprio idiota bastava dargli la maestra di sostegno e veniva promosso.
Non per niente si parla di obbligo d'istruzione più che di diritto.
Qualcuno potrebbe obbiettare che la cultura è fondamentale, che è per il bene futuro degli studenti e che alcune famiglie potrebbero nuocere al figlio impedendogli di andare a scuola.
Posso capire. A questo punto però, mi chiedo se non sarebbe meglio investire molti più soldi sulla scuola (ciò potrebbe portare anche più lavoro e fare girare più l'economia) e fare sì che non sia concepita come luogo d'istruzione dove stai con la testa davanti ad un computer o davanti ad un libro e basta, ma come una vera e propria scuola di vita, dove per quelle quattro o cinque ore non sei costretto ad imparare così tante cose teoriche ma piuttosto ad autodisciplinarti e capire come gira il mondo.
L'abitudine stupida di molti professori (che andrebbero più selezionati e molto più pagati) è quella di sobbarcare di lavoro, così l'alunno si sente sempre un po' incapace e può essere sempre ripreso perché non è abbastanza preparato, questo è osceno, è meglio darne meno e impuntarsi di più sulla disciplina.
Se proprio vedi che qualcuno ha sete di conoscenza, limitati ad esercizi facoltativi.
Io porca miseria sfogliando un mio libro di quinta elementare posso trovare la fusione nucleare spiegata abbastanza nei dettagli o addirittura la citosina e la timina del DNA, se dovessi dire tutte le cose che sono sul mio libro di storia delle medie non le saprei assolutamente neanche adesso, anzi probabilmente i "secchioni" (che in tutti i miei anni di scuola fatta eccezione per l'università, erano sempre donne) non ne saprebbero di più, perché se le imparavano a memoria, senza averne un reale interesse.
Non sarebbe più sensato lasciare alzare più spesso la testa dai libri, con iniziative premianti e utili alla formazione della persona? Non è il caso di incrementare la disciplina ed allo stesso tempo iniziare a pensare a visite alle fattorie didattiche, a passeggiate organizzate per i centri storici o a maggiori visite alle aziende di produzione?
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