sabato 27 ottobre 2012

Il mio primo e ormai storico quaderno degli appunti

Ci sono elementi che spesso accompagnano la vita di una persona. Mi hanno ridato un quadernino di appunti che i miei genitori mi regalarono e sul quale scrissi tra la fine del 1989 ed il 1990, quindi avevo circa 8 anni. E' una di quelle mini agende calendario che regalavano le assicurazioni o le banche alla fine dell'anno e io ci scrivevo sopra di solito stando seduto per terra, tutti i miei pensieri.
E' incredibile notare come quell'agendina malmessa abbia somiglianza con questo blog.
In pratica ci sono le paginette divise per giorni del mese, ed io vi scrivevo sopra, anche se probabilmente non rispettando le date.
La cosa che mi sconvolge è che ora mi ricordo i momenti in cui lo scrivevo, e che effettivamente per quanto riguarda i lampi di genio, avevo una lucidità maggiore allora di adesso.
Il quaderno riporta temi molto interessanti, eccoli qua riorganizzati e riassunti senza cambiare il testo:


Descrizione della mia carriera da scrittore

" SE - QUALCUNO TROVERA - QUESTO DIARIO - SAPPIA - LA - MIA - STORIA QUINDI - LA - SCRIVO.

1981 - LA MIA - NASCITA
1984 - PARLAVO - GIA' COME UN RAGAZZO GRANDE - E  - SAGGIO ( NON LO DICO PER VANTARMI)
1985 - SAPEVO - GIA' - SCRIVERE- E ANCHE - BENE
1986 - IL - MIO - 1º TEMA COME - UN - FILOSOFO SAGGIO -
1987 - TEMI - STUPENDI - MOLTO APPREZATI DALLA - FAMIGLIA MA - HA SCUOLA -  NON SFRUTTATI SOLO - UNA -MAESTRA - LO - FECE - MA - DI -CUI - SO - SOLO - IL SOPRANNOME CESARINA
AVEVO - ANCHE UN - ALTRA DOTE CHE - TUTTI - I - RAGAZZI - AVEVANO - MA IO - IN PARTICOLARE - LA - FANTASIA
IN - CALLIGRAFIA MALE.
1988 - COMINCIAI A MIGLIORARE SIA A SCUOLA - CHE - A -CASA
1989 - DIVENTAI - COME - GLI - ALTRI
1990 - PRATICO SOLO - X - OBBY - LA SCRITTURA MA - IO - HO - SOLO - 9 ANNI! "

Da notare che feci in tutto un solo giorno di asilo prima delle elementari, e mi insegnò a scrivere mia sorella Marialuisa, poi vissi come turbamento la scuola perchè da un lato volevo essere come gli altri, ma dall'altro lato diventando come gli altri mi rendevo conto di perdere una parte originale di me e della mia interiorità che io consideravo saggezza.

Barzellette varie

Nell'agendina scrivevo di tutto ed incollavo anche figurine di vario genere: Sgorbions, calciatori, Indiana Jones in più riportavo pezzi di canzoni di Baglioni o di Battisti, e barzellette che vedevo da qualche altra parte oppure che mi inventavo io.
"Che cos'è un tartufo? una tertina volante non identificata"
Attaccavo la figurina di Harrison Ford con il sacro Graal in mano e scrivevo sopra
:- AL GASET (il gasato in dialetto) per dire che era troppo su di giri
Attaccavo la figurina di Salvatore Schillaci con catenina d'oro e maglia della Juve e scrivevo sopra:
: - AL BACCALA' per dire che aveva la faccia da pesce lesso
Attaccavo la figurina di Rijkaard con catenina d'oro e maglia del Milan e scrivevo
: - Al CINCIULEN per dire che aveva la faccia da cinciurlino ovvero un qualcosa come uno spolverino per togliere la polvere, termine che più che altro avevo coniato io.
Attaccavo una figurina Sgorbions come Rina Catarrina tutta piena di catarro e scrivevo sotto ":- vai così è una figata!" oppure Mariarosa Rugosa con la pelle tutta raggrinzita e scrivevo sopra :- ecco come sarà mia madre"

L'umorismo a volte andava capito, all'epoca si usavano di più i giochi di parole e soprattutto si metteva in ridicolo per divertirsi.

Una mia vignetta inquietante mostra due adulti, probabilmente in mezzo ad un bosco davanti a legna pronta per essere accesa. Uno dice : -  Come non importano i fiammiferi? Dietro di loro si sta alzando un fantasma di fuoco gigante.
Un altra mia vignetta mostra un treno che passa sopra ad un ponte con le rotaie sopra ad un dirupo ed un mostro volante sotto. Uno dice : - Come è meglio se ci fermiamo?
In un altro disegno c'erano due uomini che stanno cercando di raggiungere un tesoro segnato con una X, si incontrano in cima ad una collina ed uno dice all'altro :- "Ma va scorciatoia, x te per andare a prendere il tesoro c'è una scorciatoia!" Ed in effetti la scorciatoia c'era.

"HO - CHE - BELLO!
CHI HA DETTO OCA?
CHI GATTO?
CHI LETTO?
TU! ALLORA AI CAGATO A LETTO"
Questa è un pò misera perchè oltre ad avere un h in più ed una in meno, non era proprio così perchè sarebbe stato : - Dì oca, Dì gatto, Dì letto. E  quindi: OCAGATTOLETTO
: - hai cagato a letto?

Un altra vignetta mostra una casa con il tetto normale a due falde che va in dentro in maniera assurda per fare spazio solo ad una canna fumaria, ed una automobile fatta a poltrona con i braccioli. A fianco c'è scritto "cosa non si fa x la moda". In quel momento avrò pensato ad un fine sarcarsmo come a dire che le persone sono capaci di abitare in una casa assurda od in una auto assurda solo perchè va di moda.

La vignetta in assoluto più bella e più rappresentativa che ho disegnato è pero la seguente:
Un uomo alto ed isolato è in piedi sopra una specie di podio e parla a gran voce e dall'alto, ad una moltitudine di persone, che potrebbero essere nove, una dozzina od anche più, tutte strette tra loro e racchiuse dentro ad un cubo che lo stanno a sentire.
Sopra c'è la frase con la quale si inizano i discorsi importanti, sia nelle funzioni religiose, sia nelle manifestazioni ufficiali:
: - SIAMO QUI RIUNITI ....
La cosa che fa ridere è che il cubo è stretto e c'è molto posto attorno, ma le persone sono come inscatolate dentro al cubo, mentre lui sta fuori su di un podio e dice appunto "siamo qui riuniti", ma loro sono più che uniti, sono compressi, mentre lui se ne sta lì in alto sui gradini.

Vari appunti

Sul quaderno mi appuntavo tutto: Quando avevo appuntamenti particolari (andare al cinema, la prima confessione, un appuntamento od una festa da amici, numeri di telefono) ma più che altro lo usavo come resoconto (il tal giorno ho avuto mal di denti e la febbre, il tal giorno sono andato a mangiare il gelato, il tal giorno mia sorella è partita per un viaggio, il mio amico si è innamorato di una mia compagna di classe, mia nonna è noiosa, eccetera.
Disegnavo figure astratte, pezzi di ferro, fiori, tramonti, goniometri, squadre, giochi per il tris, monete, qualche panino, un paio di volte delle tette, l'Italia, pensavo al carnevale, ai petardi da scoppiare sopratutto l'ultimo giorno dell'anno, ai film, ai supereroi tipo spider-man e Capitan Power, attaccavo figurine della Ferrari, del calcio e di Indiana Jones, probabilmente avevo anche gli album e quelle erano le doppie, ma non ricordo di avere mai finito una collezione, anche perchè una volta era più difficile e ci volevano più soldi e a me ne davano pochi (A dieci anni la mia paghetta era di 5000 lire a settimana a otto forse non ce l'avevo ), oppure più amici che la facevano: forse ne finii soltanto una.
Spesso davo un giudizio alla giornata: bella, da schifo, sfigata, troppi compiti eccetera.
C'era anche una bella pagina dove scrivevo "HO  DECISO DI FONDARE UN CLUB CON UN SIMBOLO E LO VEDRETE VICINO AL NON AMICO DI INDY".
Questa parte è abbastanza inquietante perchè il non amico di Indy, era l'antagonista di Indiana Jones vestito tutto di nero e stava appiccicato nella seconda pagina del quadernino, quindi avevo scritto "Simbolum", con un teschio con le ossa. Sopra al personaggio c'era però un Rombo diviso in quattro con dei raggi che emanava la parte superiore, a fianco c'era un altro simbolo, ed era la spirale.
Nell'altra paginetta, la prima, c'era la sagoma adesiva dalla quale era stato prelevato il personaggio, il simbolo questa volta, era una specie di occhio, con dentro sempre una specie di rombo (o piramide doppia), e con dentro al posto della pupilla una CACCA marrone.
Avevo anche scritto :- "PAROLA D'ORDINE NERO=BRUTTO" inteso come il colore nero ad esempio dei vestiti del cattivo o i colori scuri in generale (non a caso la moda anni 80 era piena di colore)


Raccomandazioni

" CHI - TORVERA' QUSTO - DIARIO SAPPIA AVERNE CURAQUI SOTTO C'E' UNA MAPPA E UN........ "

Segue una mappa con disegnate una piramide, una porta, un serpente, una fiamma, un orsetto, dell'uva, una scelta difficile da prendere ed infine un robot con le ruote e le antenne.
Credo che io sia stato influenzato anche dalle letture di Topolino, almeno il robot può essere qualcosa che c'entri.
Dopodichè, voltando pagina, ho disegnato una cassaforte ed una specie di diamante con una avvertenza "= POTERE ASSOLUTO MA ....." e quindi una freccia che rimanda ad un segnale stradale che è quello di pericolo generico.

In conclusione credo che il fatto di tenere una specie di diario mi facesse sentire molto figo, un avventuriero tipo il capitano kirk di Star Trek quando redige il diario di bordo, oppure come Cristoforo Colombo quando incontra i nativi americani, o come gli esploratori in Africa.
La vita per me era allora molto avventurosa e pericolosa. Eravamo molto diversi dai bambini di adesso, perchè vivevano in un mondo più comprensibile ma allo stesso tempo un pò magico dove le persone si davano meno confidenza e dove tutto si muoveva ad altri ritmi.
Meglio allora o meglio adesso? Non lo so. Ho compiuto otto anni una volta sola. Però adesso credo ci sia più conoscenza ma meno sogni.

venerdì 19 ottobre 2012

Chiavi di accesso al sito mese di Settembre 2012


1 - "Civiltà antiche senza moneta"  La forma più antica di commercio è sempre stata considerata il baratto, così mi pare di aver capito che molte civiltà erano già organizzate, avevano già i loro usi e costumi, le loro abilità nell'agricoltura, nel commercio, spesso anche la loro religione, senza però avere necessità di moneta. Così da quanto ricordo di avere letto, gli antichi Egizi dei periodi più lontani, non erano soliti usare moneta, così come anche gli antichi Etruschi. I Romani se ho capito bene, all'inizio usavano molto meno la moneta, poi si sono lasciati conquistare dal fascino del lusso orientale, dagli ori, dai gioielli eccetera, almeno questo lo scriveva Plinio nella sua storia naturale, lamentandosi che le persone erano cambiate e che il sistema numerico aveva dovuto essere ampliato appunto per tutti questi nuovi calcoli nell'uso di moneta e nei commerci.
Mi hanno regalato un libro del 2003 di Myrta Merlino sulla moneta con la preazione di Mario Draghi, l'ho appena sfogliato, ma all'inizio ricorda come Alessandro Magno incontrò nei territori dell'Asia, tante ricchezze ma poche monete coniate, e soprattutto pochi che usavano le sue monete, così siccome voleva che il suo volto ed il suo nome fossero impressi nel metallo per i tempi a venire, aprì un numero enorme di posti dove si coniano le monete, che oggi si chiamano zecche. L'importanza di essere su una moneta, o di metterci la faccia. Questo era del resto il meccanismo migliore per gestire il territorio perchè andava direttamente a stabilire la misura del valore della ricchezza.


2 - Gordon gekko l'amore è un invenzione.
Questa era la frase che diceva Michael Douglas in Wall street.
L'avidità per lui era il sentimento che portava l'uomo all'evoluzione. Avidità. Se lo confronto con la precedente chiave di accesso posso capire il suo punto di vista, nel senso che ad esempio per quante ragioni potesse avere Plinio, il fatto che a Roma non si facessero nemmeno i calcoli per grandezze che si avvicinavano al milione di unità, potrebbe indicare che in quel senso il commercio ha aperto la mente degli individui. Se non esistessero questi numeri ad esempio al giorno d'oggi si proverebbe un certo imbarazzo a calcolare quanti abitanti vivono su questo pianeta, dato che l'ordine di grandezza è quello di sette miliardi. Il concetto è però che non si sta parlando di avidità ma di precisione nel calcolo. L'amore è un invenzione è appunto il suo credo, perchè lui vede nell'avidità e nell'individualismo la chiave perchè l'umanità si evolva: più si è avidi, più si diventa acuti, più si è egoisti più si innalza anche il genere umano in generale. Il denaro è un fine e non più un mezzo di scambio, è un valore morale esso stesso e non più un indicatore di ricchezza. L'amore è quindi invenzione del romanticismo, è una semplice attrazione che preserva la specie, funzione dalla quale si può ottenere piacere. Wall street era un film chiave per capire le dinamiche della finanza, come per esempio il fatto che chi è vicino alle aziende è colui che conosce le informazioni importanti e guadagna, gli altri azionisti invece si spartiscono di solito le briciole. Anche Wall street 2 è un film interessante, si vedono i grandi banchieri che spiegano che in certe situazioni o si salva il sistema economico, oppure il casino derivante può essere tale che il mondo intero possa finire.

3 - "Considerazioni personali sull'energia e la sua importanza"
Ora, non è che mi sono dimenticato di trattare questo argomento, il punto è che esporre le proprie considerazioni sull'energia, è un pò come esporre le proprie considerazioni sulla materia, o sull'aria, o sulla acqua.
Tutto è energià: termica-geotermica, eolica, elettrica, idroelettrica, cinetica, elettrostatica, fotoelettrica, vibrazionale, tellurica, molecolare, atomica, gravitazionale, solare, astrale, elastica, elettromagnetica, radiale, muscolare, cellulare, vitale. E' sensata una politica energetica che non esageri con l'uso di elettricità se non serve

4 - "I resti di Betty Ong"
L'undici Settembre è stato portato avanti con la connivenza di alte cariche degli Stati Uniti, non so in che misura siano direttamente responsabili, ma credo che il movente fosse in effetti intraprendere  una guerra per una nuova forma di imperialismo, esportare la cossidetta democrazia, conquistare territori e ricchezze, ed evitare la terza guerra mondiale che potrebbe verificarsi con i musulmani se vengono portati avanti alcuni presunti vecchi piani che circolavano su internet.
Naturalmente questa non è affatto la versione ufficiale, dove un gruppo di fondamentalisti Islamici di nome Al Qaeda, con a Capo un amico di famiglia di Bush, ha deciso fare saltare le torri gemelle, il pentagono, e dirottare un altro aereo contro il più potente stato al mondo per dare una lezione all'occidente, già che c'era è caduto anche un grattacielo lì vicino senza essere colpito, e già che c'erano gli Americani hanno anche attaccato l'Iraq, per stare sicuri. Non so, questi hanno fatto un report.

venerdì 5 ottobre 2012

Perchè mi piace la lingua Italiana ma non mi piace Dante Alighieri

Dante Alighieri è considerato il sommo poeta della lingua Italiana. Si pensa che la lingua italiana sia derivata dal dialetto toscano, od illustre dialetto fiorentino, perchè nei secoli si è deciso di preferire la lingua parlata da Dante, Petrarca e Boccaccio, ad altre forme diciamo di "volgare italiano", come quelle parlate più a Nord o più a Sud, che avevano comunque una loro produzione letteraria.
In particolare i poeti alla corte di Federico II ed il dolce stil novo vennero soppiantati dalla lingua usata poi dalla accademia della Crusca.
Questo lo prendo come dato di fatto, e comunque quel volgare italiano non era poi tanto volgare italiano, nel senso che il popolo d'Italia nella sua totalità aveva idiomi molto più eterogenei, e quella lingua non era usata realmente dal volgo ovvero dal popolo, di tutte le regioni, come in regioni del Nord Italia che avevano un linguaggio, ovvero un dialetto, dove il substrato celtico era più presente, o come la Sardegna, che era rimasta più legata al Latino.
Così io non ho compreso appieno tutte le dinamiche mediante le quali si è affermata la lingua italiana, ma immagino che nel rinascimento, menti illuminate, abbiano puntato tutto sulla produzione dei testi in quell'Italiano derivato dall'illustre dialetto Fiorentino, essendo stata probabilmente Firenze il maggior splendore d'Italia in quegli anni. Questo processo di assimilazione della lingua ha in realtà richiesto diversi secoli, difatti fino alla fine dell'ottocento, oltre ad esserci un tasso di analfabetismo significativo, la maggior parte della popolazione Italiana era legata più a dialetti locali, situazione che si protrasse fino all'inizio del '900. Fu infatti dal secolo scorso che la lingua Italiana come la si conosce si diffuse davvero al popolo Italiano nella sua totalità, prima era una lingua più per letterati, studiosi e borghesi o comunque per persone che avevano a che fare di sovente con le istituzioni e la Chiesa. Quando si studia adesso l'Italiano a scuola si è portati a credere che spontaneamente le persone abbiano scelto di parlare l'Italiano che "si impose" e venne giudicato più utile delle altre lingue. Ma quel "si impose" sembrerebbe quasi testimoniare un autonoma volontà di un linguaggio scritto, che in realtà non esiste, per quanto esso possa essere affascinante. Sono le persone che scelgono quale lingua parlare, e non la lingua stessa che sceglie che le persone la parlino.
Quindi "si impose" o non è in realtà riferito all'Italiano, ma è riferito ad un gruppo di persone fautori della lingua, e sarebbe più corretto da parte loro dire "lo si impose", oppure attribuisce ad una lingua, una volontà che è mendace per quanto essa possa risultare affascinante, ricca, potente, e precisa. Una lingua non ha la facoltà di imporsi, un gusto musicale non ha la facoltà di imporsi, una moda di abbigliamento non ha essa stessa la facoltà di imporsi.
Perchè è la volontà delle persone che lascia affiorire il gusto e la decisione della scelta. Si può dire altre volte per converso che è la mancanza di volontà che le porta ad aderire ad alcune mode ed a prendere alcune decisioni.
Quindi vi era una forte e diffusa volontà che spingeva verso l'introduzione della lingua derivata dal volgare toscano, e debbo dire che io non sto criticando questa volontà, che probabilente era condivisa da molte persone dentro ai circoli letterari, ed aveva probabilmente ottimi propositi, sto criticando il fatto che l'assimiliazione della lingua Italiana al popolo Italiano sia fatta passare come qualcosa di spontaneo o anche solo di democratico, quando se così fosse stato non ci sarebbe voluto tanto tempo, e quando molte persone che avevano ad esempio problemi legali dovevano lasciare parlare studiosi di legge, che sapevano l'Italiano corretto che loro non sapevano.
Un'altra considerazione da fare è ad esempio quanto avvenne dopo, durante il fascismo. Il Fascismo fece della preservazione della lingua Italiana un impegno concreto, del resto era da poco tempo diffusa su scala nazionale la lingua, ed il fascismo volle consolidare l'importanza dell'Italiano multando tra l'altro chiunque cercasse di usare nomi esotici o stranieri, ad esempio nelle attività pubbliche. Questo per capire che in realtà la volontà popolare avrebbe potuto già da molti decenni essere molto più contaminata da Francesismi, Inglesismi, e termini di altre lingue, questo per capire quindi che la volontà popolare si è scontrata con la volontà istituzionale, come del resto avviene ancora oggi ma in maniera meno palese; ora le istituzioni non multano chi usa tremini stranieri, ma si premia chi conserva la lingua italiana e si cerca di non premiare chi nel linguaggio è troppo esterofilo. Quindici anni fa questo era meno presente soprattutto nei confronti dell'Inglese, perchè la volontà che segue la lingua inglese era molto potente. Ora c'è stato un ritorno alla difesa della lingua, io credo sia per un giusto orgoglio nazionale in vista della non rassicurante globalizzazione che non è chiaro poi come sarà gestita e secondo quali principi ed intenzioni, sia perchè l'attuale linguaggio usato dalle persone Inglesi è un pò brutto, almeno quello parlato.
Già Orwell faceva notare come la lingua inglese fosse molto dinamica e cambiasse significativamente nel giro di pochi anni. Oggi ciò è anche più vero, soltanto che pur essendo un ritmo di parlata più cerebrale e che io capisco (perchè se la tua mente viaggia a mille e tu parli ai due all'ora può risultare frustrante per chi non è abituato), diventa un pò troppo ostico per chi non segue il discorso, e risulta anche meno espressivo in termini emozionali.

Quindi, con tutto questo preambolo volevo soltanto dire che per quanto mi piaccia la lingua Italiana, non è che Dante fu un poeta così affascinanate da convincere la maggior parte del popolo d'Italia a parlare come parlava lui, stesso discorso per Boccaccio e Petrarca. Nemmeno i Fiorentini per quanto abbiano prodotto eccellenze indiscusse, hanno convinto direttamente la maggior parte degli Italiani a parlare in modo simile al loro in maniera spontanea, cio è accaduto perchè sono stati portati a farlo, altrimenti non si capisce perchè i dialetti sarebbero resistiti per tanto tempo pur non essendo lingua istituzionale; quindi ai fini di qualsiasi studio,  di rapporti di lavoro e con le istituzioni, inutile. 
  
Voglio precisare che però l'Italiano a me piace molto. Mi piace perchè è una lingua ricca di potenzialità.
Non sono sicuro ma credo che l'avere così tante forme verbali possa in determinati casi portare ad alcune ambiguità, ma se una persona vuole, può comunque essere precisa abbastanza da non permettere ambiguità, mentre con altre lingue non è possibile.
Penso all'Inglese dove ad esempio i sostantivi sono neutri. Ora il carattere sessuale, è presente, che piaccia o meno. C'è chi pensa sia più giusto pensare in maniera asessuale, perchè crede che i concetti più alti siano sia maschili sia femminili, e qua si aprirebbe una parentesi ampissima che passa da concetti di pura logica, attraverso idee Rosacrociane, le manie di Eliogabalo, quel Papa che prima di morire disse che Dio è anche donna fino ad arrivare a concetti angelici.
Ora, io sono sostanzialmente ignorante, ma da come sono cresciuto credo che questa differenza tra uomo e donna sia naturale, filogeneticamente parlando sensata, e anche da un punto di vista culturale porti ad una maggiore elaborazione e conoscenza del mondo, in maniera che chi si prende cura della vita dal suo concepimento e nei suoi primi anni dovrebbe avere un approccio della vita più mirato al dettaglio e alla sicurezza, mentre chi si occupa di portare avanti la specie, alcuni artefatti culturali, e sperimenti strade più incerte, sia più tranquillo nei confronti della morte e nel confrontarsi verso concetti più misteriosi e credo si possa quindi dire, pericolosi.
Ma al di là di tutto ciò, al di là di come qualcuno la possa pensare, rimane il fatto che il cazzo va all'infuori e la gnocca va all'indentro e questi sono caratteri materialmente riscontrabili, quindi un linguaggio che offre una descrizione in più, che discerne qualcosa in più, e che è più preciso, sarà un linguaggio con qualcosa in più di un'altro che questa possibilità non ce l'ha.
Sono certo che qualcuno che leggerà dirà che alcuni termini oltre ad essere superflui sono dannosi, così come ad esempio terminologie relative alla frenologia oppure legate alle razze umane, dato che adesso è in voga dire che dopo tutto le razze umane non esistono. Così per alcuni sarà in futuro dannoso che esistano termini femminili e maschili perchè non sarà utile ragionare in questo modo al pari del non essere utile dividere le razze umane in razze e sottocategorie. Per quanto neanche io ritenga sensato focalizzarsi sulle diversità razziali, posso solo argomentare che fino a quando avrà senso la differenza tra termini come fossa e montagna oppure tra acqua e contenitore, io riterrò che avrà senso la differenza tra uomo e donna. Qualora, e non so in quale modo o dimensione, questi termini dovessero perdere di significato, immagino che anche io perderei per lo più di significato.

L'Italiano è poi una lingua ricca di termini che ha assimilato da altre culture mantenendone rintracciabile l'etimologia e non soppiantando tutti i termini precedenti senza lasciare traccia del passato cosa che invece potrebbero avere fatto in maggiore misura altri idiomi come il tedesco.

Ma passiamo adesso a Dante, che secondo alcuni personaggi, divenuti famosi soprattutto al giorno d'oggi, farebbe parte di una setta di persone che si sono tramandate le conoscenze templari, e avesse conoscenze più esoteriche di quanto non si studi a scuola, anche queste trasmutate, passatemi il termine, da filoni massonici e rosacrociani.
Dante come poteva arrogarsi il diritto di sapere chi stava all'inferno, chi in paradiso e chi in purgatorio? E' davvero stato lui in questi luoghi? E se ciò fosse vero come mai la sua commedia si discosta dalla dottrina cattolica senza spiegare quale sarebbe la vera dottrina? Ha davvero usato un sistema simbologico nella stesura della commedia, accessibile ad iniziati?
Tutto ciò no mi è dato saperlo con certezza, ciò che so è che io posso valutare il testo in base a ciò che dice.
 -A quanto si può leggere, Dante manda Ulisse all'inferno, non tanto in quanto maestro d'inganni come l'Odissea lo dipinge, ma in quanto superbo a tal punto dal condurre verso l'ignoto, e quindi alla morte, i suoi compagni.
 - Mastro Adamo sta all'inferno per avere alterato la purezza del fiorino, ma è morto sul rogo, e poi mi sa che già c'era il corso forzoso solo che li stampava per i Guidi di Romena e non per Firenze.
- Dante chiama Satana Lucifero o Belzebù ma non mi è chiaro perchè Lucifero che vuol dire portatore di luce debba essere il capo dell'inferno nè perchè debba essere brutto e con tre teste
- Poi anche il resto della commedia è piena di contraddizioni, e non si capisce perchè ci sia anche un girone del purgatorio per l'eccessiva prodigalità.
L'unica cosa che davvero mi piace è la fine.

Sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.


  

martedì 2 ottobre 2012

Racconto fantascientifico

Era il signore del mondo.

Il suo cuore pulsava ad una lentezza imbarazzante. Lo sguardo imperturbabile non poteva essere affrontato, e chi si illudeva di affrontarlo era in realtà già da lui soggiogato.
Il colore degli occhi era indefinibile: non si poteva nemmeno dire se fossero chiari o scuri, perchè era come energia che si alterna nelle varie tonalità, dal nero al bianco, con una frequenza per la quale non si percepisce nemmeno quando è nero, quando è azzurro, o quando è bianco.
La bocca poteva essere una fessura scolpita in una roccia di marmo bianco, ed il naso era un perfetto triangolo rettangolo e poteva essere il naso di un manichino dei centri commerciali.
La pelle era tirata, egli emetteva una energia non forte ma costante, eppure comunicava chiaramente la sensazione che avrebbe potuto accrescere il suo magnetismo e la sua reattività di migliaia di volte.
I movimenti erano sicuri ma graziosi e nient'affatto ingombranti, nonostante ciò evocavano una specie di implicito rispetto, che non veniva tradotto in una maggiore distanza personale in termini materiali, ma una distanza in termini spirituali da dover rispettare.
I capelli erano quasi assenti, ma non aveva la testa lucida e nemmeno sembrava calvo, era una pelle opaca e leggermente maculata, e nel complesso sembrava che fosse quasi ovvio che non dovevano esserci capelli. L'età era indefinibile. 50, 100 o forse più anni. Chi poteva dirlo? Certo dalla sicurezza con la quale si muoveva avrebbe potuto averne anche 2000 o più di 6000; sembrava un tutt'uno con ciò che lo circondava, anzi ciò che lo circondava poteva sembrare una sua emanazione.
La voce non era nè eccessivamente bassa nè eccessivamente alta, eppure aveva un ritmo non lineare, deciso, persuasivo ma con una distorsione che all'orecchio umano non era facilmente concepibile : era come se fosse presente una specie di eco che risuonava producendo una dilatazione, dilatazione che non era nel tempo ma in qualcos'altro, era una dilatazione del suono che andava ad interessare direttamente le proprietà submolecolari della materia che incontrava.

Là se ne stava. A sedere in quella specie di base sotterranea avvolto da un aurea di dolcezza stordente che disorientava chiunque entrasse al suo cospetto.
E là era convinto di essere il re del mondo. Guardava i suoi monitor quadridimensionali dove poteva vedere tutto quanto accade sulla terra.
Riusciva a vedere trenta o quaranta monitor alla volta, e non uno a fianco alla all'altro, ma uno dietro all'altro, perchè lui vedeva ad una definizione che andava oltre la materia visibile, ed oltre ai trilioni di pixel. Così sovrapporre decine di immagini non siginificava vedere soltanto la più nitida, ma bensì vederle e distinguerle tutte contemporaneamente l'una dietro all'altra. In aggiunta a ciò lui poteva vedere ciò che sarebbe accaduto in anticipo. Questa tecnologia era come quella teorizzata da alcuni scienziati, mettere una specie di telescopio/telecamera a miliardi di kilometri di distanza, e trasmettere il segnale con segnali che oltrepassino la velocità della luce. Così poteva guardare il mondo come un filmato di Youtube, solo che lui poteva mettere avanti per vedere cosa sarebbe successo dopo. Naturalmente poteva vedere anche dentro alle case, e non attraverso infrarossi, ma poteva connettersi ad ogni essere vivente che avesse una attività neurale sufficientemente potente da elaborare immagini in tre dimensioni poichè ormai aveva il pieno controllo delle onde elettromagnetiche che viaggiavano sul pianeta eccezion fatta per alcuni inconvenienti che rappresentavano una netta minoranza dei casi. Poteva altresì entrare nei sogni degli individui, e carprirne i segreti, od influenzarli direttamente. Così aveva i suoi uomini di fiducia che molto spesso lavoravano per lui in maniera quasi inconsapevole, sapevano di essere guidati da una forza misteriosa, ma non afferravano che cosa fosse: era qualcosa che li spronava ad agire, e che spesso garantiva loro soddisfazioni.
Ci fù un tempo in cui vagava per lo spazio assieme ad altri, ma ora il suo posto era là, doveva solo aspettare di vincere la partita. Se una volta rotti tutti i sigilli, fosse riuscito davvero a vincere, suo babbo gli avrebbe lasciato fare, avrebbe riassorbito quella parte di creato e sferrato l'attacco ai vicini. Almeno di ciò era convinto.