mercoledì 9 luglio 2008

Arthur on tour

Di solito non parlo della mia vita "off-line", tuttavia questa volta starò via per un periodo di tempo prolungato, e non so quanto spesso potrò usare internet, perciò mi pare simpatico salutare tutti gli abituèe del sito.
Parto per un pellegrinaggio a piedi e toccherò le città di Pavia, Piacenza, Fidenza, Carrara, Massa, Lucca, Siena, Viterbo, Roma.
Chi si intende di pellegrinaggi conosce questa rotta.

Saluti...

martedì 8 luglio 2008

Lazzaro si rivolterebbe nella tomba ?

L'ex tastierista dei Doors dice che Morrison è vivo e sta alle Seychelles.
Tanto in questi tempi vince chi la spara più grossa, ed il bello è che i giornali danno ampio spazio a tutto.

Curiosa è anche la cronologia delle notizie di libero sulla morte della ragazza a Lloret de Mar.

1 Federica scomparsa
2 Trovato cadavere in un bosco, potrebbe essere Federica
3 Il cadavere (trasportato da qualcuno lì nel bosco) ha dei tatuaggi come Federica
4 Il cadavere trovato nel bosco è Federica al 99,9 %
5 Il cadavere trovato nel bosco è sicuramente Federica
6 Il cadavere trovato nel bosco è irriconoscibile
7 il cadavere trovato nel bosco è irriconoscibile ma quasi certamente è Federica e si sta facendo una autopsia per verificare.


I casi sono due:
A) ci stanno prendendo per il culo,
B) ci prendono per il culo quando si parla di tecniche per l'esame del DNA.

Scelgo la A e l'accendo.

Mi dispiace molto per la ragazza.

lunedì 7 luglio 2008

La fiaba di Arthur 3

Dopo la trilogia dei proverbi, ecco l' ultimo post che completa la trilogia delle fiabe; come avevo promesso sarà il più allegro dei tre.

Dunque..
Un cane, mentre attraversa la strada viene investito da un camionista e muore.
[Cominciamo bene.]
Il padrone, un ricco industriale nel campo della chimica, è davvero disperato, decide quindi di fare qualcosa al più presto, e dopo un paio di telefonate, è sicuro che farà clonare il suo cane.
La procedura è oramai consolidata, per fare una cosa più rapida, delega tutto ad un team operativo di Singapore, dove gli esperti in materia non mancano, e per la modica somma di 180 mila Euro e tre mesi di pazienza, gli promettono un cane nuovo tale quale a quello di prima.
Ora, avviene però, non si sa per quale errore, che il Dna del cane viene ricombinato con quello delle lucciole (vedi mio post sui gatti geneticamente ricombianti per maggiori info) ed il cuccuiolo clonato di cane viene rispedito al committente con la proprietà di luminescenza in assenza di luce.
Non tarderà molto perchè l'industriale se ne accorga, così, meravigliato da questa nuova proprietà della povera bestia, decide di telefonare alla ditta di Singapore per lamentarsi, minacciando una causa e di infangare la loro reputazione.
La questione sembra complessa, la ditta di Singapore si trova in concreto imbarazzo, decide così di indagare il più possibile sull'uomo per poter trovare uno scheletro nell'armadio e poi minacciarlo.
Fortuna vuole, che il chimico pochi anni addietro avesse proodotto coloranti per alimenti che facevano venire tumori allo stomaco, vicenda ovviamente insabbiata.
Fù così, che nella seguente telefonata, le due parti si accordarono d'amore e d'accordo, unendo l'utile al dilettevole, brevettando così il cane fosforescente e presentandolo poi sul mercato come "il migliore amico dell'uomo, ancora migliore".
E vissero tutti felici e contenti.

Che disdetta, mi è uscita così. Ma proprio non ci riesco a fare una storia allegra?

venerdì 4 luglio 2008

La fiaba di Arthur 2

Un cane randagio, un gatto senza padrone ed un topo di campagna abitano assieme in una casa pericolante fuori città.
Un giorno passa un signore in bicicletta che tornava dal supermercato, inciampa in un sasso e cade.
Si rialza senza accorgersi di avere perso un pezzo di formaggio dalla busta della spesa.
Il topo corre sul posto e tenta di trascinare il formaggio nella sua tana, ma è troppo grosso. Alchè capisce che se arrivasse il gatto si mangerebbe tutto il formaggio prima che lui riesca ad usufruirne, od ancor peggio si mangerà lui mentre prova di farsi uno spuntino in santa pace.
Alchè va dal cane, che visto da lontano gli era sempre sembrato più buono, e comincia a proporgli:
"ciao, io mi chaimo Ogif, non ci siamo mai presentati, ma avrei un affare interessante da proporti"
"il cane lo guardava interessato"
"Io posso dirti dove si trova un bel pezzo di Parmigiano Reggiano da un etto e mezzo, se tu, vieni con me, lo spezzi con i tuoi denti, e me ne lasci... diciamo un 30%)"
Il cane lo guarda, se lo mangia e poi pensa "Squit squit squit, lo vai poi a dire a tua madre!"

Morale della favola: sapere le lingue, al giorno d'oggi, è molto importante.

giovedì 3 luglio 2008

La fiaba di Arthur

Scritta di getto

Un cane guarda vogliosamente una bistecca sul tavolo del suo padrone, e pensa:
"Se gliela mangio mi punirà"
Passa il gatto di casa, salta sopra al tavolo e si mangia la bistecca, poi esce dalla finestra.
Il padrone, che è in realtà una signora sulla settantina, ritorna in cucina e vede che la bistecca non c'è più.
La signora si volta con sguardo minaccioso verso il cane che è il primo sospettato.
Il cane capisce che lo sta per rimproverare severamente ma non può discolparsi.
La donna lo guarda gli urla le peggiori insolenze, gli da una pedata nel sedere e si ripromette che lo lascierà a digiuno per due giorni.
Nel frattempo arriva il gatto che si avvicina alla padrona facendogli le fusa e miagolando come se volesse qualcosa da mangiare.
Il cane, preso dall'ira, pensa che il suo padrone è proprio un idiota, e che la sua è proprio una vita scalognata.
Il giorno seguente il cane scappa di casa e si ritrova solo in mezzo alla strada cercando un posto dove stare meglio ed un pò di cibo. Cerca che ti ricerca trova qualcosa da mangiare dentro ad un bidone di rifiuti organici e può così placare la fame.
Il giorno seguente viene catturato da un accalappiacani che lo riporta al suo padrone, sicuro di non sbagliare grazie al microchip installato sotto alla sua pelle.
La signora lo riprende apparentemente contenta, ma l'animale è ancora arrabbiato e sa che comunque il gatto è il vero cocco di casa e che la padrona non gli vuole molto bene.
Così se ne torna vicino alla cuccia che usava quando era pià piccolo e se ne sta lì buono, buono, come se avesse una catena invisibile al collo, aspettando un pò di cibo. Passano gli anni e la padrona muore, il gatto muore ed il cane viene affidato ad un canile dove viene tenuto in una gabbia di due metri per due.
Fù così che un giorno quando il cane era oramai vecchio e stava per morire, arrivò un veterinario chiamato per visitarlo e lo guardò negli occhi.
Il cane pensava "sono debole e stanco, cosa vuole costui?"
Il veterinario lo guarda e decide di fargli un iniezione perchè sta soffrendo e non vuole vedere quella creatura soffrire ancora. Il cane si lascia passivamente fare l'iniezione e muore, con un velo di maliconia nello sguardo misto ad una serenità naturale.
A quel punto il vetrinario si alza contento di aver compiuto il suo dovere. Mentre se ne va dal canile ha però una strana sensazione, come di inferiorità come se constatasse che la mansuetudine dell'animale gli era di molto superiore.

Morale della favola: Quanto siamo in realtà uomini se un normalissimo cane ci fa sentire a lui inferiori? La mansuetudine è una buona cosa.

Spiegazione:
Il cane e il gatto sono la vita,
La donna è la società,
L'accalappiacani è lo stato e chi governa la società,
Il veterinario siamo noi.