martedì 11 agosto 2009

Lo stato e l'economia negli ultimi cento anni

Etleboro ha messo on-line un interessante filmato di raitre.

Il filmato è tratto da "La storia siamo noi", condotto da Gianni Minoli. Devo dire che il programma è abbastanza apprezzabile, anche se ovviamente non può andare ad investigare nel profondo tutte le verità storiche e nemmeno le più scomode.
Nella puntata si parla dell'economia degli ultimi cento anni: grande depressione, New Deal con Roosvelt, delle idee Di Von Hayek e del suo allievo Friedman condivise dalla Tatcher e da Regan contrapposte alle idee di Keynes che utilizzò Nixon.
Compaiono anche le inteviste recenti a Prodi e Tremonti.
Tremonti, sembra abbia abbandonato da tempo il liberismo e si sia spostato di più verso un socialismo moderno, ugualmente Prodi si definisce Keynesiano.
Quando Minoli chiede a Prodi, se da parte di un Keynesiano non sia un pò paradossale aver privatizzato tutte le industrie statali dell'IRI Prodi risponde che era una cosa da fare assolutamente.
Poi però Prodi asserisce che lo Stato deve essere presente e saper fare valere le regole che esso stabilisce, meglio se globali.
Prodi parla di una differenza di salari da dover ridurre, non può cioè un operaio prendere un centesimo di un dirigente, e parla di una giustizia sociale da fare prevalere.

In altre parole, lo stato deve esserci, ma ridotto a finanza e carabinieri a tutto spiano per punire gli illeciti fiscali mentre per le questioni di sanità, difesa, istruzione e trasporti ci penserà sempre di più l'Europa.
E se si riesce a globalizzare l'Europa, si riuscirà a globalizzare anche il resto el mondo.
Allora, per fare una cosa del genere, bisogna tirare fuori tutti e dico tutti gli scheletri nell'armadio, rendere illeciti i paradisi fiscali e ri-inserire uno stato iper-controllore.
Questo immagino verrà fatto.

Io a questo punto ho un idea migliore: facciamo rinuire il G20, una bella partita a Monopoli e poi vediamo cosa succede, sempre meglio che giocare a Risiko. La banca la tengono i banchieri della Fed con di fianco qualche croupier di quelli che non si fanno fregare, i cartonicini li facciamo fare in Cina e sopra ai soldi ci mettiamo l'uomo Vitruviano, L'Aquila imperiale, la piramide, la Falce ed il Fascio, così sono contenti tutti. Altrimenti si aggiunge un mazzo di rose in mezzo al tavolo.
Tra gil impevisti ci mettiamo la gara a salsiccia e birra così almeno cinquant'anni di consumismo saranno serviti a qualcosa.
Le case e gli albergi li facciamo a risparmio energetico, mentre tra le probabilità abbiamo gli zingari che vanno ad occuparle.

3 commenti:

Silvia ha detto...

Wow che metafora!
...Già, sempre meglio che giocare a Risiko :)

Finalmente riesco a passare...
Ti auguro una buona continuazione d'estate Arthur!

p.s.ho finalmente visitato la tua bella Ferrara e credo proprio che tornerò ad ottobre per il weekend d'Internazionale!

Arthur ha detto...

Grazie Silvia, spero passi una buona estate anche tu.
allora magari ci si vede ad Ottobre!

Arthur ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.