martedì 14 settembre 2010

Ancora sulla finzione, la perversione, la virtù ed il concetto di troia

Finita la campagna in favore di Sakineh, la donna iraniana a rischio lapidazione, su facebook mi sono ritrovato anche ragazze che conoscevo che scrivevano "io sono Sakineh".
Ora, se una è solidale con una ragazza che tradiva suo marito e dopo l'assassinio di questo, mantiene una relazione, oltre che con l'assassino del marito, anche con un altro uomo, significa che è solidale con una troia che forse è anche complice di omicidio.
Troia. Per la religione Cristiana le troie precederanno i farisei in paradiso, ma ciò non significa che essere troia sia giusto.
Perdonare è divino, la misericordia è virtù, ma pur non considerando l'omicidio, accettare lo sbaglio come qualcosa di normale non lo è. Significa negare la virtù.

Ricollegandomi al post di ieri, sulla rappresentazione del mondo come finzione, posso andare a ripescare un bel film, per cercare di indicare una troia, senza dover additare persone che conosco o conoscevo.
Molti di voi avranno presente il film - Highlander l'ultimo immortale (1986) - Ci sono scene che credo resteranno nella storia del cinema, e dettagli che in realtà pochi ricordano.
Connor Maclaud (Cristopher Lambert) è sposato con una ragazza, Heather Macloud.
Incontra un'altro immortale, uno spadaccino dal nome spagnolo, interpretato da Sean Connery, che gli insegna a lottare.
Una notte mentre la moglie di macloud sta cenando con il maestro spadaccino, sopraggiunge un immortale dall'aspetto di vikingo con una stazza enorme, interpretato da Clancy Brown.
Lo pseudo vikingo decapita lo spadaccino e stupra la ragazza, che per un non ben chiaro motivo, invece che scappare, come gli aveva consigliato lo spadaccino prima di morire, è rimasta lì a guardare.
La ragazza non dirà mai a Maclaud di essere stata stuprata, e la scena più significativa, rimane quella dove una volta tornato il marito, in sua presenza, la ragazza si volta indietro verso l'orizzonte come a desiderare qualcosa che non c'è .
Maclaud, che è immortale, rimarrà sempre assieme alla consorte fino alla di lei morte, ed accenderà una candela per ogni anniversario della sua scomparsa, per più di quattrocento anni.
Quando poi nel ventesimo secolo, Maclaud incontrerà lo pseudo vikingo per un dialogo pre-battaglia in una chiesa, il vikingo gli ricorderà di quando uccise il suo maestro spadaccino e di come stuprò la compagna subito dopo.
In realtà la compagna però era quella di Maclaud, che non nascose la rabbia; al chè il vikingo gli disse "dunque era la tua donna, sperava in segreto che io tornassi, sapevo darle qualcosa che non le sapevi dare tu".

Ecco in realtà credo che in questa finzione vi sia una delle migliori rappresentazioni, dell'animo femminile quando una donna è troia.
Allo stesso tempo vi è però la contrapposzione con la nuova amata di Macloud, che pur essendo una donna moderna è fedele. Come a dire che forse la presunta fedeltà delle donne di un tempo era spesso più dettata dalle necessità che dal profondo amore.

Ecco, sempre riguardo alla virtù ed alla rappresentazione delle più meschina natura umana nella finzione, ho in mente un ricordo che scriverò.
Riguarda un fumetto che lessi nove anni fa per caso, infatti non sono mai stato amante dei fumetti.
Il fumetto non so come si chiamasse, ed apparteneva ad un mio coinquilino coreano, ebbene in quel fumetto credo di avere trovata una delle scene più perverse che mi sia capitato di vedere in vita mia, perciò chi legge è avvisato in anticipo.
Il fumetto credo fosse Giapponese, ed era ambientato in una citta industriale contemporanea.
Una coppia di fidanzati si aggirava in una strada di una zona industriale, e lì compariva una banda di criminali vestiti da teppisti.
Il fumetto non so se fosse vietato ai minori, ma conteneva scene di violenza e sesso esplicite.
I teppisti perciò bloccavano la ragazza, la denudavano e cominciavano a stuprarla.
Ma c'è di più, qualcosa che la mia mente dapprima nemmeno concepiva. Nel frattempo il ragazzo veniva immobilizzato, era obbligato a vedere la scena ed anche meschinamente masturbato.
Alchè mi chiedevo quale imbecille teppista si fosse preso la briga di fare una sega ad un ragazzo.
Ma lì veniva appunto raggiunta l'apoteosi della perversione dalla banda di teppisti.
Il piacere non era solo quello di stuprare la ragazza, era il compiacimento di aver piegato la volontà della coppia, e soprattutto quella del ragazzo attraverso il piacere. Avevano fatto in modo che diventassero come loro.

Questo nasconde uno dei meccanismi più perversi della natura umana. Il sentimento di amore nel prossimo è ribaltato col senitmento di dissoluzione collettiva, dove non si ama ma si gode nell'abbruttirsi e nel far sì che tutti si abbruttiscano.
Questo è forse uno dei più grandi pericoli di un certo tipo di filosofia filantropica - pansessualizzante, che sostituisce l'amore per il prossimo all'uguaglianza imposta nel fare qualsiasi cosa.

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