martedì 13 aprile 2010

Due parole sul risorgimento e sulle future manifestazioni per i 150 anni d'Italia

Non c'ho mai capito una mazza del risorgimento Italiano.

E' chiaro che dal punto di vista dei Savoia è stato positivo, è accaduto quello che volevano ed anche di più, idem per il piano della massoneria internazionale (i Savoia Garibladi, Mazzini, Cavour, Henry John Temple [lord palmerston], Kossuth, Rollin, eccetera). Anche gli Ebrei sono stati parecchio contenti di ciò, in Italia vennero abbattute le porte dei ghetti, e la loro influenza a livello internazionale crebbe (Disraeli diventò in seguito due volte il primo ministro d'Inghilterra).
E' altrettanto chiaro che per i Borbone di Napoli è stata una sconfitta, così come è stata una sconfitta per gli Austriaci, alcune nobiltà locali come quella degli Este di Modena, e per chi risiedeva e credeva nello stato pontificio.

Per la gente di qua non so: ci furono rivoluzioni per le tasse come quella sul macinato, e l'emigrazione fu molto elevata. Altri però riuscirono a migliorare le condizioni di vita, grazie al progresso, che stava prendendo piede anche ai tempi di Pio IX, certo molto meno rapidamente che in Inghilterra, ma si iniziava con la costituzione che concesse il pontefice, assieme ad una più ampia libertà di stampa ed a costituire casse di risparmio come continuo dei monti di pietà, si cominciava a costruire ferrovie ed insomma a modernizzare.

Ora viene il punto sul fatto che fosse giusto o meno.

E' giusto uccidere le persone per ottenere il proprio scopo? E' giusto falsificare i plebisciti e la verità per ottenere il proprio scopo?
E' giusto rubare per ottenere il proprio scopo?
E' giusto il male a fin di bene?
No, non è giusto, ci sono poi dei limiti che si sono passati.

Allora basta con le falsità, guardiamo avanti e ricordiamoci che non tutto il male vien per nuocere, che questi delinquenti risorgimentali, non saranno certo eroi, ma hanno comunque portato più libertà.

Per quanto riguarda poi l'Italia, la cosa buffa è che divenne davvero una nazione solo quando Mussolini riuscì a prendere potere (I Savoia vedevano africani i meridionali, le mafie al sud comandavano, Veneto Trentino e Friuli si sentivano per metà Austriaci, i linguaggi erano ancora molto differenti e l'Italia era povera, un sacco di gente emigrava e lo scontento popolare era grande, si affacciava in alcune zone già il comunismo).

Perciò paradossalmene fu una dittatura a perfezionare le idee risorgimentali, che proprio le dittature combattevano.

Boia d'un mondo ladro.

1 commenti:

fax ha detto...

Risorgimento italiano è stato opera dei Savoia, monarchici che ambivano come al solito, ad avere un territorio sempre più grande e di importanza anche strategica. Nessuna volontà popolare, o ai minimi termini. Guerre e battaglie combattute da un esercito regolare. L'impresa dei Mille, mah, forse una leggenda, o di sicuro un'operazione più simbolica che effettivamente operativa.
Ciao!