sabato 25 luglio 2009

Precarietà e percezione del tempo

Una delle cose che a volte sconvolge il mio pensiero e la mia anima, è la percezione del tempo e la costanza di ciò che ci circonda, pur essendo in realtà la materia in continua trasformazione, e le probabilità che essa si modifichi radicalmente, tutt'altro che basse.
Immerso in un mondo plasmato da noi uomini che possiamo viaggiare da un capo all'altro della terra in poche ore, dove le informazioni possono viaggiare a velocità pressochè istantanee, dove in pochi anni si possono costruire intere città con grattacieli alti decine di metri pronte ad ospitare decine di migliaia di persone, ed in poche ore si possono totalmente disintegrare città molto più grandi.
Rimango totalmente perplesso a pensare come la materia che mi circonda possa rimanere stabile, a prima vista immutata, per periodi di tempo anche lunghissimi.
Osservo alberi che hanno secoli, alberi che hanno visto il sole sorgere anche centinaia di migliaia di volte, hanno visto le stagioni passare, perdendo e rimettendo le foglie.
Vedo costruzioni che hanno più di cento anni e sono rimaste quasi immutate dal tempo, che hanno superato eventi atmosferici, battaglie, il disordine umano. Scale di marmo perfettamente lisce, che sono state calpestate anche milioni di volte.
Libri di carta antichi, che hanno decenni e secoli, perfettamente conservati, che portano con loro immutate le espressioni di chi le ha scritte.
Stampe o dipinti che ritraggono cose esattamente come le ha disegnate chi ha suo tempo, voleva comunicare qualcosa.
Penso a come sia surreale vedere a che punto è arrivata la tecnologia e come vivono la maggior parte uomini, ma più di questo, penso a come l'uomo riesca a rimanere incredibilmente in vita così tanto a lungo in periodi come questi.
Quante cose mi sono capitate e misteriosamente ci sono ancora. Come tanti, ho viaggiato in aerei che potevano cadere, ho nuotato in mezzo al mare per chilometri, ho guidato l'automobile per decine e decine di migliaia di chilometri. Anche soltanto guardando a come è incredibilmente ordinato il traffico, a volte si prova un senso di soggezione. Ho guidato completamente ubriaco diverse notti, sono stato coinvolto in incidenti quasi mortali, ho volato su deltaplani od in mezzo al vuoto attaccato ad una corda, ho viaggiato in paesi quando non avevo idea di cosa avrei incontrato, ho fatto a botte, mi hanno punto insetti che non so neanche cosa fossero, ho avuto malattie comuni, che solo in altri tempi avrebbero potuto uccidere tanta gente, sono caduto da alberi, da impalcature, da scale, ho mangiato sostanze che potevano essere molto pericolose, ho conosciuto persone che mi hanno umiliato fintanto che era loro possibile, ho bevuto acqua dalle pozzanghere, ho spaccato vetri ed anche un termosifone, con la testa, ho camminato da solo lungo strade per centinaia di chilometri, ho preso fuoco, mi sono arrampicato su montagne senza essere capace di scendere, o perdendomi in mezzo alla neve, mi è capitato di infrangere le leggi, di odiare, di desiderare la morte, di bestemmiare, di non dormire e non mangiare. Nonostante questo, sono ancora qua.

Ed io non ho una vita tra le più movimentate, la maggior parte di cose che ho elencato, l'hanno fatto moltissime persone della mia età nate in Italia.
Mi chiedo però una cosa: Ogni ora che passa potrebbero succedere un'infinità di cose ad ognuno, eppure mediamente si muore a 80 anni, lasciando passare 700800 ore.
Ora, se considera questa cosa, pur sapendo che l'evoluzione del comportamento è sempre in progresso, io credo che sia difficile negare l'esistenza di una legge divina o credere davvero che il mondo sia generato dal caos.

4 commenti:

Lieve ha detto...

Sai che anche io mi sono fermata a pensare queste cose tante volte?
"Siamo vivi e adesso, questo è già un miracolo", lo leggevo anni fa su un libro di ispirazione new age, ho dimenticato la trama del romanzo, ma il concetto mi è rimasto chiaro in mente, e quando non sono troppo accecata da problemi più o meno futili, non posso fare a meno di pensare che, sì, è davvero un miracolo ;)

Arthur ha detto...

Lieve, anche io come te ho sempre rifiutato il concetto delle rette parallele, a suo tempo non te l'ho scrissi perchè mi sembrava banale.

Lieve ha detto...

Se lo pensi perchè lo pensi e non perchè qualcuno l'ha pensato per te non è banale, no? ;)

Be' or ami leggo le tue chiavi di ricerca, tra le mie ormai impereggiano le mele 9_9

Ma quest'anno no vai in vacanza?
Ciau

Arthur ha detto...

Giusto. Comunque lo pensavo , io lo pensavi tu ed anche i Greci che andavan contro ad Euclide. Son in vacanza, ti scrivo da un cellulare in mezzo alle colline in Toscana. Tu ci andrai presto?