venerdì 2 ottobre 2009

Lo Stato, le tasse e lo scudo fiscale

Lo Stato Italiano

Lo stato Italiano, è per sua natura un espressione dell'illuminismo e nasce dalla massoneria, come massoni erano Garibaldi e Mazzini. Lo stato Italiano, può anche essere definito come l'allargamento del Regno di Sardegna a tutta la penisola Italiana. La popolazione Italiana, dopo una forte propaganda, decise per la stragrande maggioranza di annettersi al Regno di Sardegna.
In Italia non si sa bene quante leggi esistano, alcuni dicono oltre centomila, altri circa cinquantamila. L'anno scorso ne sono state cancellate 29000: alcune risalivano ancora ai tempi del Re. La legge in Italia ha mille divieti, divieti che vengono aggirati in diversi modi ma che comunque non lasciano mai una persona convinta di stare facendo una cosa lecita, neanche quando è in bagno.

Ombra dello Stato sul cittadino.

Da un puno di vista statalista, il cittadino dovrebbe essere contento di far parte dello stato, perchè gli è assicurata istruzione, sanità, sicurezza, difesa da attacchi di altri paesi, e democrazia.
In realtà lo Stato è diventata una enorme macchina lenta e pesantissima, in molti casi non al passo con i tempi, che non obbedisce più alla volontà dei cittadini, individui che oramai non contano più nulla, che agisce nell'ombra e che non permetterebbe di fare nulla.
Difatti lo stato IMPONE:

- Di schedarvi dalla nascita attribuirvi un codice fiscale e si parla già di microchip
- Trattamenti sanitari e di vaccinarvi anche contro la vostra volontà
- Frequentare la scuola, anche se non siete d'accordo, fin quasi alla maggiore età
- Fino a pochi anni fa un anno di leva oppure servizio civile
- Di provvedere economicamente ai figli, fintanto che studiano, anche dopo la maggiore età.
- Di poter lavorare solo seguendo ristrettissimi standard, che in questi ultimi anni sono venuti meno quando si parlava di immigrati
- Di utilizzare auto solo di un certo tipo (per lo più nuove), revisionarle ogni due anni, mettere la cintura anche se non volete, accendere i fari anche di giorno, andare entro limiti a volte assurdi, guidare senza bere due bicchieri di vino, pagare autostrade già pagate in passato.
- Di portare i vostri animali dal vetrinario per microchipparli, di non potere tenere animali particolari (es: una tartaruga), di non poter "abbandonare animali" (ovvero lasciare animali in giro), di non potere uccidere un piccione se vi molesta ma permette di castrare un cane senza problemi.
- Di non avere rapporti sessuali a pagamento (ma lo fanno i rappresentanti dello Stato, anche con i trans)
- Di non giocare d'azzardo (tranne con lo stato stesso, o a Venezia per i comodi di qualcuno)
- Vi impone di non modificare l'aspetto delle vostre case, di non poter aprire finestre, di non poter neanche innalzare un muro dentro casa, senza il benestare dei tecnici comunali.
- Vi impone si non poter possedere armi senza il porto d'armi (anche una spada, pena l'arresto), quando è più pericolosa una motosega.
- Vi impone di non poter entrare nell proprietà altrui ma di non poter rinchiudere un ladro in casa vostra aspettando l'arrivo della polizia perchè è sequestro di persona
- Vi impone di non poter girare senza soldi e documenti (vagabondaggio), di non gettare rifiuti in nessun luogo (ma soprassede a discariche abusive), di non sedervi sopra monumenti pubblici, non fare confusione la sera ed in pratica a non accamparsi se non in luoghi predisposti.
- Vi impone, attraverso alcuni regolamenti comunali, quali alberi poter piantare poichè consoni al vostro territorio, e quali no.
- Vi impone di non prendere quasi tutti gli oggetti che incontrate nel territorio (raccogliere conchiglie, prendere sassi, alberi, in molti posti raccogliere fiori e funghi.)
- vi impone di non divulgare "stampa clandestina", di non organizzare adunate sediziose, di non offendere lo stato o la bandiera e non attantare alla sua unità (pena di morte, tramutata in ergastolo, tramutato in 12 anni)
- Vi impone di non assumere comportamenti contrari alla pubblica decenza come baciare una donna in un parco pubblico
- Vi impone persino di non uccidervi.

Da rivolta è stato il mancato esito dell'iniziativa di Beppe Grillo, che ha raccolto le firme occorenti per diverse iniziative quali niente finanziamenti pubblici ai giornali privati o niente più condannati in parlamento, ma come risultato è stata insabbiata.

Si potrebbe pensare che, alla luce di quanto detto, almeno l'ambito economico-lavorativo sia chiaro, altrimenti sembrerebbe impossibile che le persone accettino questa condizione.
Ed invece non è così.
Vi sono mille limitazioni al lavoro ed all'economia, che creano paradossale il sistema stesso.

L'economia statale ed il suo declino

L'economia statale è un discorso riduttivo ed impensabile al giorno d'oggi.
Ci sono tre principali motivi per i quali l'economia statale è fallita.
1 - L'economia statale è fallita perchè i grandi ricchi del mondo, le grandi forze politiche, illuminate e massoniche/mondialiste hanno sempre mirato ad un economia internazionale, come del resto l'atteggiamento dei mercanti è sempre stato favorevole allo scambio con altre ciiviltà. Dalla fine della seconda guerra mondiale ha senso parlare di una sola economia mondiale fatta eccezione per alcuni stati come l'URSS e la Cina (in realtà l'URSS era finanziata anche con soldi dell'economia occidentale)
L'economia dello stato Italia non è più da molti anni l'economia primaria che influenza gli Italiani. L'economia dell'Italia è l'economia del debito basata sui circuti bancari internazionali che emettono moneta e la moltiplicano, questo fin dai tempi della costituzione.
2 - I dipendenti statali, in primis i politici e ministri, non hanno agito badando al profitto ma badando prima a quello che credevano il benessere degli italiani, anche per non dover essere costretti a subire rivolte popolari, e peggio di tutto, hanno badato a favorire loro stessi od i loro conoscenti.
3 - Gli Italiani hanno vissuto nel contenitore Italia, che non è autosufficiente per materie prime quali il petrolio e nemmeno per quanto riguarda l'alimentazione o purtroppo per la tecnologia che gli Americani hanno potuto sviluppare avendo ricchezze e disponibilità enormi.

L'unico modo perchè l'Italia potesse sopravvivere con un regime di economia statale sarebbe potuto essere con una propria moneta e con delle colonie quali la Libia e la Somalia, ma questo finchè non avesse litigato con qualcuno, e non le sarebbe stato consentito dalle nazioni Unite, questo del resto era il motivo principale per il quale il Duce entrò in guerra, per combattere le demoplutocrazie che con la finanza governavano il mondo.

L'economia attuale e i paradisi fiscali

Così attualmente abbiamo una economia di mercato globalizzata, ma lo stato continua a controllare l'economia dei suoi cittadini come se non lo fosse, o meglio, controlla l'economia dei singoli cittadini meticolosamene, multando per centinaia di Euro chi non fa lo scontrino per una pizza, mentre lascia che multinazionali con sedi in dieci o più paradisi fiscali operino indisturbate nel paese perchè portano lavoro.
Tutte le società che muovono soldi, hanno affari nei paradisi fiscali e trovano il modo per eludere od evadere le tasse, lo stato non se ne interessa.
La Banca d'Italia stessa investì in un fondo di investimento speculativo con Sede alle Cayman, ed ha due sportelli proprio in quelle isole.
Berlusconi che ora dichiara guerra ai paradisi fiscali, poichè a quanto pare in questa economia al declino c'è chi vuole riavvicinarsi all'economia statale, ha sempre avuto decine e decine di società in diversi paradisi fiscali partendo da Fininvest, passando per Mediaset e tante altre attività quali la Standa eccetera o tutte le attività legate alla Arner Bank di Lugano. Anche della Valle aveva holding in paradisi fiscali quali il Lussemburgo, Ferrero aveva base in Lussemburgo ma aveva filiali anche in Puertorico, Principato di Monaco, Hong Kong.
Anzi, se guardate il portale di Imprese alla sbarra , noterete che i cognomi più importanti hanno affari in paradisi fiscali: Ligresti, Benetton, Marcegaglia, Agnelli, Caltagirone, anzi si può dire che metà della borsa Italiana ha sede in paradisi fiscali, tra l'altro anche qua il limite della legalità è strano perchè in linea di principio si potrebbe avere una società in un paradiso fiscale se dichiarata, pur pagando molte meno tasse, ma non si può avere attività o soldi non denunciate al fisco.
Poi ci sono tutta una serie di scatole cinesi come quelle ad esempio dell Enel:
"Solo la capofila Enel spa controlla almeno 60 società registrate in Delaware, lo Stato considerato il paradiso fiscale degli Usa. «Un esempio: la Sheldon Springs Hydro Associates LP (Delaware) è controllata al 100% dalla Sheldon Vermont Hydro Company Inc. (Delaware), che è controllata a sua volta al 100% dalla Boot Sheldon Holdings Llc (Delaware), di proprietà al 100% della Hydro Finance Holding Company Inc. (Delaware), che è controllata al 100% dalla Enel North America Inc. (Delaware), controllata a sua volta al 100% dalla Enel Green Power International Sa, (una holding di partecipazioni con sede in Lussemburgo), a sua volta controllata da Enel Produzione spa e Enel Investment Holding Bv (altra holding di partecipazioni, registrata in Olanda). Queste imprese fanno finalmente riferimento all'impresa madre, la Enel spa»."
Infatti "si calcola che più del 50% dei flussi finanziari mondiali transitino per i paradisi fiscali".
Quindi anche se per i redditi non dichiarati all'estero si parla per ora di 170.000 Italiani, il giro complessivo dell'economia dei paradisi fiscali è di ben altra misura.
Tra l'altro lo Stato, oltre ad evadere egli stesso indirettamente le tasse, non è più un punto di riferimento per l'economia del paese, nemmeno per un discorso imprenditoriale, perchè in Italia lavorano per lo Stato solo 3 milioni di Italiani (scuola, sanità, impiegati, forze dell'ordine...)e dal 92 le imprese di stato sono state tutte privatizzate o assorbite da altre S.P.A nazionali o multinazionali.
Ma è un economia un pò assurda, la Nestlè ha sede in 25 paradisi fiscali, e comunque in inghilterra le sono stati dati 21 milioni di sterline in un paio di anni come contributi agricoli, un pò come Agnelli che è stato salvato dallo Stato con un sacco di soldi, ha pagato con la cassa integrazione mezza Italia, ma nel frattempo teneva di nascosto i soldi in Svizzera, eppure nessuno si è offerto di aiutare la maggior parte degli imprenditori che hanno rischiato senza avere appoggi, e che purtroppo a volte hanno scelto di togliersi la vita dopo il fallimento.

Quindi dopo aver visto come l'economia sia oramai globale, le multinazionali e le aziende italiane abbiano sedi ovunque, tra le quali paradisi fiscali, e siano oramai privatizzate, è strano notare come nonstante ciò la tassazione dello Stato sia ancora elevatissima.
Ma è causa del fatto che le persone non pagano le tasse la tassazione elevata, o forse è causa del fatto che la tassazione per i servizi resi non ha senso?
Quello che si sa è che in Italia si sono sempre pagate un sacco di tasse, secondo i dati di un recente articolo di azfinanza.com, "tasse e contributi raggiungono il 44% del costo del lavoro. Il nostro Paese è seguito dalla Svezia e dal Belgio con il 42,3% ma a differenza di questi paesi l’Italia non supporta con adeguati aiuti pubblici chi perde il posto di lavoro o chi è disoccupato."
Poi, oltre a quelle sul lavoro e sul reddito, vi sono tutte le altre tasse: Iva su ogni acquisto, imposta di registro sui contratti, imposta ipotecaria, sulle donazioni, i monopoli sui beni come le sigarette, l'accise sugli alcolici, i dazi doganali, tasse sugli idrocarburi elevatissime, il bollo dell'auto, l'assicurazione RC auto obbligatoria, il canone RAI se guardi la televisione, le imposte comunali come l'ICI, l'imposta sullo smaltimento rifiuti, tassa sulle autostrade e tasse per i parcheggi, e sono convinto di avere tralasciato qualcosa.


Le tasse nella storia

Fin dai tempi antichi, le civiltà che utilizzavano una moneta e che avevano un autorità che si impegnava nella gestione del territorio (o che si arrogava il diritto di gestirlo), si dovevano confrontare con la questione delle tasse (deriva da tangere) e delle imposte (deriva da imporre).
Questa gestione era una delle cose più dibattute e concrete nella storia delle civiltà, da simili questioni sono sempre sorte rivolte, guerre, divisioni e problematiche di vario tipo.
Tasse ne esistitevano dall'antichità, ai tempi dei faraoni, in Egitto è riportato come si compivano censimenti ogni due anni e gli scribi valutavano a seconda dell'annata quanto dovevano pagare i contadini come tasse annuali, vi erano circoscrizioni fiscali differenti da quelle amministrative e gli "agenti del tesoro" dovevano occuparsi di riscuotere le tasse in beni naturali. Le decime, ovvero la decima parte del raccolto e dei proventi sono citate nell'antico Testamento, mentre gli antichi Greci Ateniesi erano di norma meno tassati, puntavano più sui dazi di importazione ed esportazione assieme a tasse per la vendita.
Durante l'impero di Roma sono pervenuti documenti che attestano come si sperimentarono tasse di ogni tipologia assieme a diversi tipi di gesione del patrimonio, nei periodi di guerra, le imposte solitamente dovevano essere aumentate.
Quando cadde l'impero di Roma ci fu un periodo dove nessuno pagava tasse, in seguito le tasse ed i dazi vennero introdotte pressochè ovunque e nell'alto medioevo i signori esigevano le tasse sul latifondo dai contadini mentre altre tasse dagli uomini liberi, uguamente in seguito, anche lo Stato della Chiesa, riscuoteva le decime e tassava i suoi territori. Anche dopo la rivoluzione Francese in realtà l'esenzione dalle tasse durò ben poco, perchè lo stato non poteva riuscire a reggersi senza.
A causa delle tasse (e del volere emettere moneta propria ) vi fu la battaglia per l'Indipendenza Americana e quindi la creazione degli stati Uniti d'America, mentre a causa della tassa sul macinato cadde il governo della destra storica in Italia, tutto questo solo per citare alcuni episodi.

Tasse al giorno d'oggi

Tutt'ora le tasse sono uno degli argomenti di maggiore rilievo, anche nell'Articolo 75 della Costituzione Italiana è riportato: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali'" come per fare capire fin dove possa giungere la democrazia.
Allora, a meno che non si voglia fare una rivolta qua bisogna continuare a pagare le tasse, per uno stato che imprenditorialmente non esiste quasi più, per vedersi dimezzare ciò che si guadagna, dopo avere rispettato decine di migliaia di leggi, quando per altro tutta l'economia funziona su scala mondiale e le tasse dalle grandi società (e agli immigrati) vengono quasi sempre ridotte se non annullate?
O forse sarebbe il caso di cambiare paese??
Voi dite che però così rinuncio alla democrazia?
E allora perchè se lo Stato è democratico, contraddice la costituzione senza che nessuno dica nulla? Perchè si mandano soldati in guerra senza essere chiari sulle motivazioni della guerra stessa?
E se lo stato e la giustizia funzionano, perchè non si è ancora fatto luce sulle principali stragi avvenute in Italia?
L'Olgiata, Il mostro di Firenze, Ustica, la strage di Bologna.
In generale, il 40% dei crimini commessi in Italia rimane irrisolto.
O forse è davvero ora di mandare in pensione tutti, senza violenza, senza cattiveria, e ricominciare questo stato dalla costituzione, partendo dalla repubblica non fondata sul lavoro ma sulla semplicità.

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non abbandonare gli animali lo trovo sacrosanto.

Su altri divieti come il non uccidersi ovviamente sono d"accordo con te

dmonax ha detto...

"Stato si chiama il più freddo di tutti i freddi mostri. Ed è freddo anche nel suo mentire. Dalla sua bocca fuoriesce strisciante questa menzogna: 'Io, Stato, sono il Popolo.'" (Nietzsche)

Lieve ha detto...

Mah...Sono dell'idea che sia meglio questo stato che nessuno stato.
Non bisogna rinunciare a cercare di migliorarlo, certo, ma fatalisticamente ho l'impressione che tutti i sistemi tendano al caos e (per me) la rivoluzione non è una soluzione.

C'è comunque di che riflettere...

Arthur ha detto...

X DANIELE

Vedi Daniele, ho riflettutto molto sul fatto di "NON ABBANDONARE GLI ANIMALI".
E sono convinto di quello che scrivo.
Certo, adottare una bestia e poi disfarsene non è un comportamento lodevole, ma tu sei davvero sicuro che sia giusto considerarlo reato penale, oppure in realtà deriva soltanto dal fatto che non si vogliono cani randagi in giro, da una mentalità del controllo?

Non ho mai abbandonato un cane, il mio ha 13 anni (e non il microchip), ma io mi chiedo:

Se uno compra un cane, lo castra, gli taglia le orecchie e la coda, lo tiene chiuso in appartamento senza mai portarlo fuori, allora il problema non si pone. Se uno invece decide di lasciarlo libero è un criminale.

NO NO DANIELE, NON SONO D'ACCORDO, QUESTA E' IPOCRISIA.

X Dmonax

Right

Arthur ha detto...

Daniele, tu ora mi dirai che non è giusto nessuno dei due comportamenti, che magari non ti importa che noi uccidiamo la maggior parte degli animali o li rinchiudiamo per farli ingrassare e poi mangiare senza che nessuno dice niente perchè sei vegetariano.

Io ti dico comunque dico:

Dire che è reato penale abbandonare gli animali, per tutelare loro stessi è ipocrisia.