martedì 31 luglio 2007

I SENSI

In questo mondo cerebrale ci si dimentica quasi di averli. Quindi, nel mio blog di appunti sul mondo, non poteva mancare
un richiamo alle facoltà dell'uomo più comuni: la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'olfatto.
Gli uomini sono in grado di analizzare la materia in questi cinque modi differenti e senza bisogno di alcuno strumento. Questo deve darci un idea di quanto siamo in confidenza con la materia che ci circonda e di come siamo già naturalmente forniti di abilità ottimizzate alla nostra sopravvivenza.
Possiamo interagire con 5 dimensioni differenti della materia, possiamo assimilarla riconoscendone il gusto, possiamo avvicinarla riconoscendone la consistenza e lo spessore, possiamo riconoscerla da lontano, captando particelle che si staccano da essa attraverso il suo odore, ci è data la possibilità di analizzare delle onde che si propagano nell'aria quando la materia si scontra, così come possiamo , attraverso un complesso sistema di fasci di luce riflessa riconoscerla nei minimi dettagli.
Anche queste capacità, dovrebbero impressionare l'uomo enormemente, eppure ci siamo talmente abituati ad esse da non considerarle tanto importanti...
In questo momento penso alla musica, a quanto essa ci possa fare entrare in un mondo profondo e possa mettere in contatto le persone, insegnandoci che spesso siamo più simili di quanto non si potrebbe pensare (bene avrò tempo in futuro di parlare di musica).
Ci sarebbe anche un ultimo senso che non è contemplato tra i cinque: l'equilibrio.
A detta di molti è la chiave per vivere bene, questi “molti” ci offrono probabilmente un consiglio davvero saggio; io sono però dell'idea che sbilanciarsi per una cosa che si crede giusta è sacrosanto e che a volte è positivo anche finire con il culo per terra.

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