martedì 17 maggio 2011

Del paradosso vitale tre

Così stando a considerare che l'uno è a sè ma è anchè parte del tutto, si crea un errore logico, poichè non potendo identificare precisamente il tutto nella sua immensità, allora non è possibile nemmeno identificare l'uno che ne è sua parte.
L'uno è quindi identificabile solo mediante una approssimazione, una semplificazione che contiene un prinicipio erroneo che viene comunemente chiamata categoria.

La categoria è appunto sbagliata perchè non sapendo precisamente in cosa consiste il tutto non possiamo sapere nemmeno con certezza cosa sia l'uno, perchè i criteri di quella categoria sono stati attribuiti nell'ignoranza.

Il mio punto di vista su cosa sia l'albicocca è influenzato dalle mie percezioni, che sono quelle di un piccolo uomo con un cervello che funziona in maniera limitata, percepisce dimensioni che vanno da frazioni di millimetri a qualche milione di chilometri, con uno spettro di colori limitato, (siete in fondo davvero sicuri di sapere come precisamente sia il colore blu?) ed una percezione del tempo alquanto ristretta.
Durando la nostra vita in media meno di cento anni, e muovendoci grosso modo ad una frequenza che induce il battito cardiaco a 70 od 80 battiti al minuto, la nostra percezione del tempo è ridotta. Rallentando le funzioni fisiologiche e comportandomi in maniera più simile a quella di una grande sequoia, che vive anche due o tremila anni, avrei ad esempio una visione più significativa dell'evolversi delle forme di vita a me prossime, potendo osservarne il comportamento direttamente per millenni, questo però non è detto sia la scelta di vita migliore, forse però è la scelta di vita che fecero i grandi patriarchi della Bibbia, che potevano vivere centinaia di anni.

Così, il tempo rimane variabile fondamentale per impostare alcune scelte.
Se davvero fossimo certi del giorno del giudizio universale, o giorno ultimo come lo chiamano i Musulmani, sapremmo se non altro che l'universo è finito in termini di tempo. E questo potrebbe effettivamente portare ad avere un punto di riferimento in termini di decisioni. Ma se non siamo sicuri che il tempo sia finito, allora tutto cambia.
Gli Ebrei invece da quando mi pare di aver capito sono un pò più ottimisti, parlando di un Messia che ci riporterà in un posto simile all'Eden.

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