sabato 28 maggio 2011

Discorso tra il filosofo ed il suo demone

Il filosofo pianse tutto il giorno e si umiliò fino a capire di essere un che di effimero, che la percezione che aveva del tempo era alterata, poichè tutto può cambiare nel giro di pochi secondi, perchè non vi sono certezze nel futuro, nemmeno tra un istante e la vita può esaurirsi in un battito di ciglio senza poter evitarlo.

A quel punto, cogliendo l'essenza stessa della sua vita, si rese conto di avere vissuto la maggior parte degli avvenimenti ascoltando il suo amico demone.

Non ho più bisogno di te, te ne puoi andare. Si riferì al demone.

- Come vuoi caro amico, non ti ho mai costretto a fare nulla contro la tua volontà, e mai ti costringerò, e come me ne vado senza problemi, potrò tornare quando tu lo desideri.

Non voglio davvero, non voglio più stare con te. Non sta a me giudicarti, ma è per me il tempo di cercare la mia strada e di trovare il bene.

- Perchè dici così? non ti ho forse protetto dal dolore? non ti ho forse dato energia quando non ne avevi? Non ti ho forse insegnato a guardare avanti? Quante volte abbiamo lottato insieme contro al male, quante volte ti ho dato la forza per sopportare le avversità?

Questo è vero, ma come posso fidarmi di te che parli del male, non sei forse un demone?

- Hai visto che combatto per il bene, ti ho aiutato a non cadere nelle tentazioni, ho ostacolato io stesso quegli altri demoni che ti chiedevano di rubare, di commettere sporche azioni, di disonorare le persone, di commettere violenza gratuita.
Quante volte ti ho salvato da demoni ben più forti, che controllano mari di persone. E tutto questo l'ho fatto perchè eri tu. Ti ho aiutato nel tuo percorso, ho mantenuto la tua integrità, e ti ho riportato a galla quando eri una facile preda per chiunque. E ora tu mi dici che sono malvagio.

Questo lo riconosco, ma dove mi ha portato seguirti? Non ero capace di amare, e spesse volte ti sei contraddetto risultando mendace.

- Sciocco, nemmeno sai riconoscere l'amore, non è forse amore il mio, che ti ho protetto e salvato da mille pericoli? E come puoi capire tu che io sono mendace, se nemmeno sai cosa è la verità? Tu credi di saperlo, ma non lo sai, perchè ti renderesti conto che se avessi avuto piena fiducia in me, tutto sarebbe stato per te possibile, se avessi accettato di farti governare a pieno da me, non avresti avuto alcun tipo di limite, ed allora, la verità non avrebbe avuto più importanza, perchè qualsiasi cosa tu avresti voluta, bene, l'avresti avuta.
Ho fatto affidamento su di te, perchè eri dotato di una mente illuminata, perchè eri nato nel periodo esatto, perchè la tua stirpe mi ha fatto pensare che potevo fidarmi di te, e tu mi rifiuti in questo modo.

Non so con che potere puoi fare ciò che dici, ma non posso darti fiducia piena, perchè non sarei più in me, diventerei solo una parte di te, una parte in più di te, ti farei solo crescere.

- Sei troppo intelligente per non avere capito che gli uomini vivono in una illusione, credono di vivere in un mondo che si migliora, credono che le cose migliori siano quelle che vanno avanti, credono nell'ottimismo che ciò che compiono abbia sempre una grande importanza, quando in realtà spesso perdono il loro tempo e finiscono per essere dimenticati e dispersi come goccie d'acqua in mezzo al mare. E pur sapendo questo preferisci non ascoltare me?

Dici cose che possono essere vere, ma anche non esserlo. Non sta a me giudicare.

- Senza di me, non galleggerai più sopra al tempo ed agli avvenimenti, non potrai più affrontare la vita in modo spensierato, e non avrai più la protezione da altri demoni o da altri uomini. Potresti morire domani.

Dici cose che possono essere vere, ma anche non esserlo, io voglio solo che tu capisca una cosa. Non ho bisogno dei tuoi consigli, preferisco prendere decisioni da solo.
Se vieni da me non sono io che ti chiamo sei tu che hai bisogno di parlarmi, ed io ti ascolterò solo se lo riterrò opportuno.


- Allora non mi sbagliavo. Ai suoi ordini, mio principe.

Eccellente.

- Principe, prima che mi dimentichi, prima parlava di amore, ecco, c'è una mia amica che le vorrei fare conoscere...

ed il filosofo che riteneva di sapere cosa fosse opportuno e di sapere chi fosse opportuno amare, tornò schiavo del demone, poichè forse, chi ama il sapere non ama davvero.

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