venerdì 1 maggio 2009

Meccanismo di creazione della moneta

Dal blog di Bacab potete vedere i video di youtube sulla trasmissione Rebus andata in onda di recente ed avente come tema il signoraggio bancario.

Per quanto possa piacervi o meno lo stile di condurre del presentatore Decollanz, è interessante sentire gli interventi degli ospiti che sono l'Avvocato Dalla Luna, il trader Benetazzo e lo studioso di economia monetaria Saba. Nella puntata si sollevano tematiche che ho già indagato da tempo e si presenta il documentario Genius Secoli, interessante.

In altre parole si mette a nudo il meccanismo di creazione della moneta, di moltiplicazione del credito, e si evidenzia il problema della sovranità monetaria, oramai abbandonata per fare posto alle idee di globalizzazione.

Nello specifico, la trasmissione televisiva, critica fortemente il regime capitalistico nel quale viviamo e questa economia del debito.
In questa economia, gli stati come l'Italia, non sono più detentori della sovranità monetaria, come la nostra costituzione peraltro imporrebbe, ma sono obbligati ad indebitarsi con le banche centrali, organismi formati da privati, che prestano loro il denaro richiedendo un interesse. Per questo motivo in sostanza, si crea il debito pubblico.
Ora, il problema è che in questo modo il debito non può fare altro che aumentare e gli stati perdere il potere economico a vantaggio delle istituzioni bancarie o dei grandi gruppi di potere multinazionali che si sono creati e le leggi statali o la democrazia, perdono progressivamente di potere.
Tradotto, in un regime capitalistico come questo la piena democrazia non è possibile e gli stati valgono progressivamente sempre di meno.

Dopo è inutile fare alcune disquisizioni come quelle di Saba che secondo me, spara frasi ad effetto tanto per fare. Se accetti questo sistema non ha senso fare paragoni con quello che potrebbe succedere se non ci fosse il signoraggio in Italia, perché è tutto collegato.
La frase secondo la quale, senza signoraggio ogni cittadino italiano avrebbe avuto a disposizione 100.000 Euro a testa è pura demagogia e non corrisponde al vero, anche perché l'Euro è supportato da questo tipo di economia.

2 commenti:

ciao ha detto...

Non sono ferrato in materia.. ma mi chiedo perche' il debito pubblico e' inrestituibile? se le banche in Italia possono moltiplicare il denaro dal nulla prestandolo con la riserva frazionaria.. quel denaro prestato potrebbe finire nelle tasche dello stato o no??

Non so' se si e' capito bene il mio ragionamento cmq grazie a chi mi puo' spiegare..

Arthur ha detto...

Ciao "Ciao"

Il debito pubblico non è irrestituibile, si può ridurre e teoricamente se un paese andasse molto molto molto bene rispetto agli altri paesi oppure decidesse di porre come priorità la restituzione del debito rispetto alla salute e l'incolumità dei cittadini potrebbe anche restituirlo.
Il problema è che nel sistema finanziario globale è impossibile che gli stati possano nel complesso andare in patta, in primis perchè le grandi banche reamano al contrario, prefendo che si indebitino per una serie di ragioni che puoi anche leggere in questo mio post poi perchè non esistono fisicamente nemmeno i soldi con i quali estinguere il debito, perciò nel suo complesso, il debito non potrebbe essere saldato.

Quanto tu dici riguardo alla riserva frazionaria credo sia corretto. Se la banca moltiplica gli intoriti potrebbe a mio avviso, se non fosse di capitale privato e dovesse rendere conto solo agli azionisti, o se non avesse affari nei paradisi fiscali che diminuiscono il denunciabile, andare a coprire parte del debito pubblico. Questo significherebbe però rivedere tutto il sistema economico, e non saremmo più uno stato liberista,ma socialista, qundi non so se sarebbe possibile fare girare altrettanto velocemente l'economia.
Oltre a ciò considera che attualmente il debito pubblico accumulato è diventato un buco enorme ed un discorso del genere da fare non credo sarebbe più possibile. Più di 1700 miliardi di debito pubblico oltre 80 miliardi di interessi da pagare ogni anno, mentre a quanto pare le banche più grosse d'Italia, nei periodi di migliore rendita potevano arrivare a guadagnare 5 o sei miliardi.