martedì 28 agosto 2007

Cultura moderna

Stavo meditando su un fatto.

Se la libertà di esprimersi è un bene, può darsi che sia un male dal punto di vista della cultura generale. Voglio dire, se ognuno può dire la sua, se ognuno può scrivere un libro o un sito con le più grosse fregnacce, può darsi che in futuro quelle fregnacce portino confusione o magari disinformazione.
Anzi, è indubbiamente così. Tutti hanno l'autorità per dire, scrivere e pubblicare qualsiasi cosa, così bisogna saper filtrare ulteriormente ciò che giunge a noi.
Mettiamo Wikipedia, io lo uso sempre, ma devo ammettere che non è una fonte così sicura. In altre parole se un utente scrive cose non vere, non accadrà nulla, semmai qualcun altro aprirà una controversia verso quell'utente per dirgli come la pensa lui, e dopo un confronto le cose verranno corrette. Nel frattempo però l'informazione sbagliata sarà già passata davanti allo schermo di centinaia di persone.
L'utente poi non ha quella responsabilità che avrebbe un docente universitario o simile, perchè (al momento) non è stipendiato ed inoltre la sua identità non è ben identificabile.
Inoltre c'è sempre il pericolo di hackers che manomettano le informazioni come ho potuto constatare io stesso consultando gli uomini più ricchi del mondo (al posto di Bill Gates c'era scritta un offesa).
Se per finire aggiungiamo che i commenti ed i pareri su qualsiasi cosa sono sempre piuttosto blandi, finiremo per voler tornare ad avere in casa un enciclopedia cartacea, che probabilmente non consulteremo quasi mai, ma che ci darà sempre quella sensazione di sicurezza e di stabilità.


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