lunedì 20 agosto 2007

PSICOLOGIA

Torniamo a parlare di psicologia e dei suoi limiti, questa volta come argomento principale.
Mi sento il dovere di mettere in guardia le persone che si avvicinano a questo campo ( sia studiosi sia pazienti).
Il primo limite della psicologia che posso citare, è quello di non essere una disciplina scientifica. La psicologia moderna nasce quando il determinismo era al suo apice eppure essa non ha mai avuto basi scientifiche. Oggi si cerca di dare scientificità alle patologie riscontrate ed ai risultati ottenuti attraverso l'uso della statistica, materia molto seria che viene però spesso utilizzata per avvalorare le più assurde bugie, come in molti libri psicologici.
Il secondo limite della psicologia attuale è che essa non ha punti di riferimento concreti. Lo psicologo mira ad integrare un individuo “disagiato” all'interno di una società, senza preoccuparsi del fatto che questa società sia giusta o meno. Il suo compito è quello di fare cessare il disagio esistenziale (che sembra essere considerato come prettamente mentale), in modo da permettere al paziente una vita più appagante, in riferimento a quelli che sono i parametri di vita normale (lavoro, rapporti con le persone) in quel momento. Perciò, gli usi ed i costumi che influenzano la nostra società, vanno ad influenzare anche le teorie psicologiche, che non hanno una propria concezione di ciò che è “bene” e ciò che è “male”.
Il terzo limite è la sua condizione di disciplina a scopo di lucro, problema che l'ha messa più volte in cattiva luce soprattutto negli ambienti dei personaggi famosi e dello spettacolo, dove il paziente ascolto di questi VIP si traduceva in parcelle da migliaia di euro per ogni seduta, (noto qualche analogia con i vari maghi che compaiono in molte reti televisive minori). Questo limite è ancor più visibile se si paragona l'operato gratuito della chiesa cristiana.
Il quarto ed ultimo limite è la sua attuale propensione a mischiarsi con tutto l'universo della fisiologia, sociologia e pedagogia ed individuando ogni problema come risultato di “concause” sociologiche, biologiche e psicologiche, creando ulteriore confusione nella testa delle persone che oramai considerano "concausa" dei propri problemi qualsiasi cosa.
Personalmente credo che l'unica figura di psicologo che abbia senso di esistere sia quella persona che possa consigliare agli altri come fare a stare bene al mondo, proprio come lo farebbe un maestro, e non uno scienziato dei disturbi cerebrali. Gli studi universitari di questa materia sono spesso oltre che inutili anche dannosi e credo che spesso esistano molte persone più “psicologhe” tra i baristi, i parrucchieri, gli imprenditori e gli anziani che se ne vanno in giro in bicicletta di quanti non ne escano da una scuola di psicoterapia.

1 commenti:

fax ha detto...

La penso anch'io come te.
Io ne ho frequentati di psicologi, e devo dire che bisogna essere completamente sinceri. La mancanza di sincerità vuol dire perdere tempo, per l'utente. Ma per essere completamente sincero con una persona ti deve essere simpatica, altrimenti non riesci. La psicologa che sto frequentando adesso lo è, quindi và abbastanza bene. La psicologia non è una scienza, non lo potrà mai essere in quanto disciplina che poggia su delle variabili che continuano a variare. E variano anche geograficamente, variano nello spazio e nel tempo.