mercoledì 13 giugno 2007

LA VITALITA'

Chi è vitale, sembra avere più fortuna degli altri; spesso affianchiamo l'idea di una persona vitale a quella di qualcuno libero e felice.
Cos'è però la vitalità? Da dove viene quell'energia che spinge ad essere più dinamici, più espansivi, più presenti di altri?
Spesso ci si limita a considerare una persona vitale come qualcuno favorito dalla natura per qualità proprie come una buona salute o un temperamento più energico. Questa considerazione è però vera in parte ed estremamente riduttiva.
Dietro al concetto di vitalità, si nascondono le verità ultraterrene che formano il disegno cosmico che citerò spesso.
Chi è vitale lo può essere per una serie pressoché infinita di ragioni, risulta però che in quell'istante egli metta più a nudo la sua anima e sia più diretto, come se riuscisse a sopraffare tutti gli artefatti culturali e qualsiasi altra cosa lo circondi.
Nel linguaggio corrente, si definisce una persona che affronta qualcosa con molta vitalità e passione, come una persona entusiasta (dal Greco enthousiàzein, essere invaso dalla divinità). Io mi trovo d'accordo con questi Greci che si orientavano verso qualcosa che andava oltre il terreno, perché chi è vitale ha una luce particolare negli occhi che dimostra la sua connessione prossimale al disegno cosmico che fa girare il mondo.
Diciamo che per essere vitale, vi sono diverse strade, i Greci ad esempio avevano individuato un sacco di Dei che potevano ispirare i comuni mortali, mentre per la tradizione Cristiana ci si può affidare allo Spirito Santo.
Ritornando con i piedi per terra sono validi suggerimenti come quello di seguire un maestro, un proprio ideale o uno scopo importante.
Consiglio perciò di tentare di rimanere coerente con ciò che si crede giusto, non rinunciare ad un pensiero individuale, e soprattutto, non avere paura di confrontarsi.
Questo risulta infatti il modo più indicato per realizzare i propri sogni.
Mi preme inoltre ricordare che essere vitale non significa essere in movimento. Ad esempio, si è soliti pensare ai giovani come persone vitali, poiché pieni di energia, con poche responsabilità e molte possibilità. Questa però è una visione anche se auspicabile spesso parziale, poiché molto spesso le potenzialità del giovane vanno a disperdersi nell'immediato ed in definitiva risulta più vitale una persona in pensione rispetto ad un giovane.

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