martedì 19 giugno 2007

LA FOLLIA

Se non avessi studiato psicologia e se non vivessi in un periodo dove la malattia mentale suscita tanto interesse, probabilmente non avrei inserito questo paragrafo. Ho avuto a che fare con malati di mente durante i miei studi ed ho capito alcune cose.
Un' anima può venire al mondo in tante forme, in tutta onestà credo che tra animali e persone la differenza non sia eccessiva.
Per un disegno cosmico (che comprende le diverse regole genetiche) a noi parzialmente ignoto, alcune persone nascono in modo così tanto diverso da noi da non poter riuscire a svilupparsi abbastanza simili agli altri.
Questo non significa che si possano considerare come animali, significa che hanno di meno, e forse qualcosina in più, un fatto che in natura si ripete sempre.
Con questi problemi dovranno fare i conti, così come li dovranno fare con quella frazione di verità che è a loro concesso di accedere. Se sono completamente dipendenti da una persona, sarà quella persona in definitiva a decidere per la loro vita.
Detto questo vorrei parlare di quei “matti” che nascono relativamente simili agli altri, e che poi matti ci diventano.
Ciò che voglio dire è che molto spesso queste persone hanno una incapacità di produrre quella che ho precedentemente chiamato “energia dell'amore" ed il loro cervello si fonde sotto la pressione dell'energia aggressiva. In altre parole, spesso alla base di schizofrenie, manie ed esaurimenti c'è una carenza di amore che sarebbe bene tener presente prima di iniziare un trattamento farmacologico con sostanze psicoattive od iniziare sedute terapeutiche.
Altro fatto curioso è come spesso la società odierna tenda ad ampliare il significato di malattia mentale a tutti quelli che deviano di poco da norme convenzionali senza avere una ragione condivisibile con i più.
Così se fino a quindici, vent'anni fa, uno che usciva poco era poco considerato poco allegro o sfigato, adesso c'è sempre l'allarme che possa essere un “socio-patico” o che abbia “l'agorafobia”.
In questo modo si alimentano le paure delle persone e ci si fissa sui singoli disagi, creando infinite patologie psichiche. In un mondo dove non ci sono valori precisi da seguire, non ci sono più ideali, non c'è più una separazione tra razze, e di classi sociali si parla sempre meno, le persone si sentono sempre più smarrite perché fondamentalmente i problemi maggiori li crea proprio il giudizio degli altri. Così ci si fissa sui disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi dell'umore, di personalità e così via.
Tutte queste stranezze sono parte della natura umana ma divengono patologia dal momento in cui si accentua la solitudine e ci si sente stigmatizzati.
La regola sarebbe sempre quella di mantenere un pensiero individuale, e per fare ciò ci vuole costanza, può aiutare l'appoggio di qualcuno, preferibilmente di carattere disinteressato.

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